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In Provincia è boom di iscritti per donare gli organi

Ecco perché non dobbiamo avere paura

Provincia di Imperia.  Sul nostro territorio è boom di iscritti per donare organi e tessuti: un incremento di oltre 200 nuove adesioni (di cui 130 donne e circa 80 uomini). E se è vero che un solo donatore può moltiplicare la vita, di questo risultato ne sono fieri innanzitutto il Presidente Provinciale Aido e Admo Bruno Battistin, Corrado Militenda Segretario Provinciale Aido e Admo e Gianni Gonella Consigliere Provinciale Aido e referente per Sanremo, che queste cariche da volontari le vivono come mission: donare nel senso più ampio e puro della parola, donare senza nulla avere in cambio. E donare la vita è il gesto più bello e alto che per ultimo possiamo fare.

Gli iscritti totali ora sono dunque oltre 4000. “Dalla nostra statistica aggiornata – spiega Militenda – dal 2008 ad oggi, in Provincia di Imperia i donatori d’organo sono stati 27, di età compresa dai 15 ai trent’anni (4 persone), tra i 50 e i 60 (3), tra i 61 e i 70 anni (8), tra i 71 agli 80 anni (7), oltre gli 80 anni (5)”.

Non pochi, certo, ma si può migliorare. Lo spauracchio di essere ‘toccati’ ancora da vivi è infatti per molti ancora un sostanziale blocco psicologico. Un rifiuto che in verità non ha alcun fondamento poiché l’accertamento della morte celebrale è cosa davvero seria: “Ben 6 le ore di osservazione, con trenta minuti all’inizio e trenta alla fine di elettroencefalogramma con eventuali stimoli anche di tipo doloroso. – dettaglia ancora Militenda – Se l’elettroencefalogramma dovesse, per caso, dare anche solo un minimo segnale, l’osservazione passa a 24 ore. Tutto è in mano ad un’equipe di medici di diverse specializzazioni che, tra l’altro, agiscono sul corpo per mantenere bilanciati tutti i parametri affinché, terminata l’osservazione, gli organi risultino integri per l’espianto”. Nulla è al caso: la morte deve avvenire unicamente in ospedale, pertanto in un’unità di rianimazione: se, al contrario, capita per esempio in un incidente stradale, gli organi non sono espiantabili poiché sarà impossibile controllare e fermare l’immediato deterioramento naturale.

Il valore della vita come gesto d’altruismo è perciò ciò che muove e fa esistere Aido e Admo nella cui banca dati inserisce tutti i dati dei donatori d’organi che esprimono la volontà di iscriversi tramite atto olografo. Queste informazioni vengono travasate nel Sistema Informativo Trapianti del Ministero della Sanità: in caso di necessità, dati dunque acquisibili in tempo reale dalle Unità di Rianimazione su scala nazionale. L’età anagrafica è ininfluente: ciò che necessità è unicamente la bontà dell’organo (ovviamente determinata da un sano stile di vita). “Purtroppo, dal Sistema Informativo Trapianti abbiamo appreso che ad oggi in Italia ci sono oltre 9.300 persone in attesa di trapianti d’organo, adulti ma anche bambini”. Gli organi che possono essere donati dopo la morte sono il cuore, i reni, il fegato, i polmoni, il pancreas e l’intestino mentre dei tessuti è possibile la pelle, le ossa, i tendini, la cartilagine, le cornee, le valvole cardiache e i vasi sanguigni. Gli organi che possono essere donati da donatore vivente sono il rene e parte del fegato mentre, per i tessuti il midollo osseo, la cute, la placenta, i segmenti osteo-tendinei, il cordone ombelicale.

Riguardo al nostro territorio, l’Aido negli ultimi 4 anni ha provveduto a riordinare il prezioso archivio cartaceo (indispensabile poiché dichiarazioni in originale) realizzandone uno parallelo in digitale ma si è anche dedicata all’opera di sensibilizzazione con attività nelle scuole e collaborazioni con realtà sociali che rispecchiano esperienze di donazioni in quanto testimonial attivi (Associazione Matteo Maragliotti, Il Cuore di Martina, La Stanza di Jacopo, Sorridi con Pietro) e anche azioni di volontariato come la raccolta di vestiario e generi alimentari per famiglie bisognose.

La vita non ci avvisa. – chiudono Battistin e Gonella – Allora perché lasciare agli altri una decisione che possiamo prendere oggi noi come nostro atto d’amore?”

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