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Imperia, SAP: “I proclami di oggi del governo ci fanno, ahimè, semplicemente sconfortare”

I commenti del Sindacato Autonomo di Polizia

Imperia. Nell’ambito delle iniziative promosse nella giornata del 29 aprile, per celebrare l’Italian Internet Day 2016, la Polizia Postale e delle Comunicazioni sarà presente nelle scuole di oltre 100 province sul territorio nazionale, con workshop informativi per illustrare le opportunità della Rete Internet evitandone i rischi.

 Il SAP di Imperia ritiene che tutto ciò sia un paradosso considerato che questo governo ha deciso che la Sezione Polizia postale e delle Comunicazioni di Imperia venga numericamente ridotta al minimo storico con soli 6 specialisti su tutto il territorio della provincia contro i 14 di soli due anni fa.

“I proclami di oggi del governo ci fanno, ahimè, semplicemente sconfortare” – afferma Stefano Cavalleri – Segretario provinciale SAP.

Gianni Tonelli, Segretario generale Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) afferma a riguardo: “Matteo Renzi non finisce mai di stupire, quanto a contraddizione. Nei giorni scorsi, infatti, il premier ha annunciato la creazione dell’internet day, un evento che si terrà in contemporanea in molte città italiane, per festeggiare il giorno in cui l’Italia, trent’anni fa, il 30 aprile 1986, “scoprì” Internet”.

Per questo, 29 aprile, il capo del governo, con ogni probabilità, sarà a Pisa, al Cnr, luogo da dove fu attivata la prima connessione. “Insieme a Riccardo Luna e con il supporto degli animatori digitali e la regia del Miur – ha detto Renzi – si terranno, in tutte le province italiane, con l’impegno dei competenti agenti specializzati della Polizia postale e delle Comunicazioni, attività per approfondire il senso della rete, le opportunità che ha creato e le competenze necessarie a difendersi dai pericoli”.

Un paradosso tutto renziano, visto che il premier propone l’Internet day, ma nella realtà, sotto questo governo, la Polizia postale e delle Comunicazioni è numericamente ridotta al minimo storico quanto a specialisti impiegati sui territori.

Non si può negare che il processo di digitalizzazione, che da una parte dà alla popolazione il grande vantaggio di essere in contatto in qualunque parte del mondo, sia però anche un’arma a doppio taglio, visto che i recenti fatti di cronaca dimostrano come internet sia al contempo usato da criminali e terroristi. E visto che la sicurezza della persona è un diritto costituzionalmente garantito, coloro che fanno politica non lo possono ignorare.

Ciò che è ancora più intollerabile è che il dipartimento della P.S., servizio polizia postale e delle Comunicazioni del ministero dell’interno, ha precisato che il personale di tutte le sezioni e province sia inviato negli istituti scolastici individuati per incontrare gli studenti e svolgere un intervento didattico attribuendosi il merito davanti agli occhi del premier.

È giusto che gli italiani sappiano, però, che esiste un progetto di azzeramento delle sezioni di polizia postale nei capoluoghi di provincia. In ben 74 province italiane, infatti, ovvero nella maggior parte del territorio nazionale, sarà totalmente tagliata la presenza degli specialisti che dovrebbero, semmai garantire la sicurezza delle persone e la loro tutela per reati quali adescamenti, stalking, sexthing, cyberbullismo e chi più ne ha più ne metta. Ecco perché non si può rimanere indifferenti dinanzi a tale ingiustizia.

Gli italiani hanno diritto a un livello di sicurezza reale e paritario, per questo gli uffici provinciali della polizia postale devono non essere soppressi, semmai urgentemente riqualificati, con un numero minimo di 10 operatori per provincia per poter garantire un servizio di prevenzione e repressione dei reati che sia reale.

Viene oltretutto da chiedersi: ma il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ricorda di aver creato una legge antiterrorismo che interessa funzionalmente gli uomini della polizia postale operanti nei territori e ora a rischio di estinzione?

E Renzi è a conoscenza di questo scellerato piano del dipartimento?

Ci dica quindi il premier perché il suo ministro competente non ha rilevato questa drammatica realtà interna al dicastero da lui gestito e, quindi, non ha disposto con decorrenza immediata gli adeguati correttivi in tutela degli italiani?”.

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