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Il “Freespot” di Vallecrosia sotto la lente dell’Opposizione: “Situazione insostenibile”

Presentata un'interrogazione urgente discussa al termine del Consiglio Comunale

Vallecrosia. Approda in Consiglio Comunale, grazie ad un’interrogazione urgente dei Consiglieri di Opposizione, la “questione migranti”.
Firmata ai sei mani da Veronica Russo, Cristian Quesada e Fabio Perri, l’interrogazione verte sulla presenza del “Freespot” in via Don Bosco, 68.

“Gli ospiti dell’associazione continuano ad aumentare giorno per giorno”, rivelano i Consiglieri di Opposizione, “Nei locali commerciali – affittati con regolare contratto – in via Don Bosco dove ha sede il Freespot: la situazione è ormai divenuta particolarmente preoccupante”.
La presenza del Freespot, stando a quanto dichiarato dai Consiglieri, sta portando a Vallecrosia una serie di problematiche che esasperano i cittadini ed, in particolare, i residenti di via Don Bosco. Tra questi, l’occupazione abusiva di suolo pubblico, con “alcuni personaggi che bivaccano sul marciapiede, bevendo, mangiando e impedendo il regolare passaggio delle persone”, si legge nel testo dell’interrogazione.

Un altro problema è quello igienico: “Gli stessi personaggi cucinano in maniera non autorizzata sia all’interno dei locali sia sul marciapiede stesso con l’utilizzo di bombole a gas, mentre sono presenti, tra l’altro, animali all’interno dei locali”.

Sotto la lente dell’Opposizione anche la questione “sicurezza”: “E’ ormai evidente il via vai di profughi provenienti da tutto il comprensorio limitrofo che frequentano tale associazione. Inoltre vi è la presenza di diversi cani che vengono lasciati liberi sul marciapiede senza guinzaglio e senza museruola”.

Non meno importante la mancanza di decoro: “Riteniamo poco decoroso”, scrivono i Consiglieri, “Il fatto che ai vetri dei locali continuino ad essere applicati cartonacci, oltre alla presenza di panche, sedie e sdraio sul marciapiede senza alcuna autorizzazione”.

Insomma, una giungla vera e propria: un terra senza regole nella quale tutto sembra essere permesso. Anche il trasporto su furgoni di bombole a gas e la mancanza di quelle norme igienico-sanitarie che devono essere rispettate negli esercizi pubblici in cui si somministra cibo.

“Chiediamo se Sindaco e Amministrazione sono a conoscenza della situazione e come intendano procedere a tal proposito”, scrivono Perri, Russo e Quesada, “Specifichiamo inoltre che, mossi ormai dalle continue lamentele dei cittadini e residenti di via don Bosco, ci occuperemo di ascoltarli e di presentare alla vostra attenzione e all’attenzione delle autorità competenti regolare esposto per segnalare la situazione ormai divenuta insostenibile, onde evitare che degeneri con sfoghi istintivi dei nostri cittadini a tutela della loro regolare vita quotidiana”.

A nulla è valsa la risposta del Sindaco Ferdinando Giordano che, dopo aver dichiarato di essere a perfetta conoscenza di quanto sta avvenendo, ha relazionato i Consiglieri della continua attività di controllo da parte delle forze dell’ordine. “Il Comandante della Polizia Municipale mi tiene costantemente informato”, ha dichiarato Giordano, “Sugli esiti dei sopralluoghi compiuti”. “Altri aspetti riguardano la Polizia di Stato, come per esempio il confezionamento e la somministrazione di pasti portati poi a gruppi di azione presenti in frontiera. Il fatto di cucinare in luoghi non idonei ha visto un interessamento anche da parte dell’ASL”, ha spiegato il Sindaco.

“La situazione la conosco”, ha sbottato Fabio Perri, “Ma ora non è più il tempo di stare a guardare. L’altro giorno c’erano un’ottantina di migranti che occupavano il marciapiede: io, una città così, non la voglio”.
“L’altro notte, visto che hanno tagliato la luce, illuminavano i locali con una candela: ma se cade e prende fuoco qualcosa? Va a fuoco un palazzo intero”, ha aggiunto, “Clima e tensione sono talmente alte che si rischi che scoppi un emerito casino. Avete fatto un’ordinanza contro l’assembramento e allora perché non la fate rispettare?”.

Sulla stessa lunghezza d’onda i suoi colleghi di Opposizione, Russo e Quesada che, per regolamento, non hanno potuto prendere la parola per esporre le proprie opinioni: l’interrogazione, infatti, non prevede dibattito.

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