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Giordano escluso da Area Sanremo canta per il giudice Falcone

Intanto il processo prosegue con un'udienza fissata per il 1 febbraio dell'anno prossimo

Imperia. L’udienza conclusiva è stata fissata per il 1 febbraio del prossimo anno. Per quella data Michelangelo Giordano, il cantautore calabrese escluso da “Area Sanremo 2014″ conoscerà il suo destino. “La mia battaglia legale continua e non mi arrendo – dice il cantante che nel frattempo girà in tutto lo Stivale per far conoscere la sua musica -Il giudice del tribunale di Imperia ha fissato l’udienza per le precisazioni conclusive l’1 febbraio 2017. Ma mentre il processo si avvia verso la fine, continua il mio impegno artistico sociale. Infatti il 23 maggio 2016, nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci, avrò il grandissimo onore di tenere un concerto durante l’evento “Ricordare per cambiare” in memoria del giudice Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli uomini della scorta”.

Un evento che si svolgerà in collaborazione con importanti associazioni antimafia e di alcuni enti istituzionali. Michelangelo Giordano, e nel suo curriculum rivendica alcuni guizzi pregevoli, come la vittoria del premio “Una canzone per Amnesty 2013″, oltre ad un mentore del calibro di Mogol che lo avrebbe notato durante un seminario di musica organizzato dalla scuola di musica fondata dallo stesso paroliere (il CET) incoraggiandolo a trasferirsi dalla Calabria a Milano. Ma anche denunciato brogli ad Area Sanremo, promossa con bando pubblico e gestita dalla società “Sanremo Promotion”. Il concorso, che ha aperto le porte della partecipazione al Festival della canzone italiana 2015 ai suoi due vincitori, prevedeva nella sua prima fase la selezione di 40 finalisti da parte di un’apposita commissione di valutazione, composta dalla storica voce dei Pooh Roby Facchinetti (presidente), dalla cantante Giusy Ferreri e dal produttore e rapper Dargen D’Amico. Giordano si era esibito davanti a quella giuria eseguendo il brano “Chi bussa alla porta”, tema impegnato (il panico e la sofferenza di chi è vulnerabile ai suoi attacchi), parole e musica scritte da lui. Al termine, come riportano i suoi avvocati Marzia Eoli e Luca Fucini nell’atto di citazione presentato ad Imperia contro la Sanremo Promotion, i giudizi della commissione sarebbero stati “entusiasti”, sia per “l’originalità del brano prescelto” che per la musica e il testo. Un giudizio positivo che troverà riscontro, evidenziano ancora gli avvocati, nella scheda di valutazione di Giordano al quale Roby Facchinetti attribuirà addirittura quattro dieci su quattro.

Ma la doccia fredda è arrivata quando l’artista riceve da Sanremo Promotion la comunicazione del mancato superamento della fase eliminatoria. Ha chiesto allora di poter visionare la propria scheda di valutazione, e davanti ai giudizi “più che lusinghieri” (scrivono i suoi due avvocati) che la inchiostrano rimane ancora più sconcertato. Ha deciso così di fare un accesso agli atti, per confrontare la sua scheda con quelle dei 40 finalisti, per conoscere i criteri di valutazione adottati e per visionare i verbali della commissione contenenti questi ultimi e poi ha avviato una causa legale ancora in corso.

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