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Donato Bilancia, 18 anni fa l’ultimo omicidio del mostro della Liguria

Il 21 aprile ’98 il serial killer chiudeva un racconto dell’orrore lungo 17 assassini

Genova. “L’uomo aveva la barba incolta, i capelli brizzolati, uno sguardo vitreo e fermo; mi guardava e io non riuscivo a staccare gli occhi da lui”. Con queste parole, nel 1999, di fronte alla Corte D’Assise, Cristina Bono identificava Donato Bilancia quale omicida del benzinaio Giuseppe Mileto. Un omicidio freddo, spietato. Cinque colpi di pistola dopo una rapina di due milioni di lire che il killer usò poi per saldare il conto in una pizzeria di Sanremo. L’ultimo omicidio del mostro della Liguria, del giocatore d’azzardo dalla psiche complessa (ma non compromessa come affermarono i periti), reo confesso di una scia di sangue e di dolore.

Con l’assassinio di Mileto, il 21 aprile 1998 presso l’aerea di servizio dell’A10 ad Arma di Taggia, Bilancia chiudeva quel racconto dell’orrore lungo 17 omicidi e che per sei mesi, dalla fine del ’97 alla prima metà del ’98, seminò paura in tutto il Ponente, da Genova a Ventimiglia.

Una saga di sangue e morte iniziata a Genova il 16 ottobre ’97 quando, usando del nastro adesivo, Bilancia soffocò Giorgio Centauro; e poi perseguita con una serie di altrettante mostruosità: Maurizio Parenti e la moglie Carla Scotto, uccisi a colpi di pistola a Genova il 24 ottobre; i coniugi orefici Bruno Armando Solari e Maria Luigia Pitto, a Genova il 27 ottobre ; il cambiavalute Luciano Marro, a Ventimiglia il 13 novembre; il metronotte Giancarlo Canu, a Genova il 25 gennaio ’98; le prostitute Stela Truya, albanese, a Varazze il 9 marzo e Ljudmyla Zuskova, ucraina, a Pietra Ligure il 18 marzo; il cambiavalute Enzo Gorni, a Ventimiglia il 20 marzo; i metronotte Candido Randò e Massimo Gualillo, a Novi Ligure il 21 marzo; la prostituta nigeriana Evelyn Tessy Esohe Edoghaye, a Cogoleto il 29 marzo; Elisabetta Zoppetti, passeggera sul’Intercity La Spazia-Venezia, il 12 aprile; la prostituta Kristina Walla, albanese, a Pietra Ligure il 14 aprile; Maria Angela Rubino, passeggera sul treno Genova-Ventimiglia il 18 aprile; e infine il benzinaio Mileto.

Una lunga saga del terrore interrotta dall’arresto del 6 maggio’98, e dalla condanna a 13 ergastoli e a 16 anni di reclusione pronunciata dal Tribunale di Genova e confermata in Corte D’Appello e in Corte D’Assise il 12 aprile 2000.

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