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Contrari alle trivellazioni, balneari imperiesi compatti al voto di domenica

Oneglio: "Agli interessi economici connessi alle attività estrattive debbano essere anteposti gli interessi connessi al turismo e alla salute"

Imperia. “Il 62% del movimento turistico in Italia ha come destinazione finale il mare, sono pertanto facilmente immaginabili i rischi ambientali ed economici che potrebbero scaturire da un qualsiasi incidente su una delle 9 piattaforme, 68 pozzi petroliferi o nelle 70 future trivellazioni. Ecco perché domenica prossima voteremo “sì” al referendum”. Il mondo balneare della provincia di Imperia è mobilitato. Da settimane i gestori degli stabilimenti aderenti alla Fiba Confesercenti sono sul piede di guerra ed è attraverso il loro presidente provinciale Gianmarco Oneglio che è anche membro della giunta nazionale che hanno fatto sentire la loro voce.

“L’offerta dei servizi di spiaggia garantita dagli stabilimenti balneari oltre a costituire una delle principali fonti di reddito e di occupazione per numerose località turistiche italiane, contribuisce in misura determinante alla produzione del reddito nazionale ed all’attivo della bilancia commerciale. Anche l’alto Tirreno e quindi tutta la costa della Riviera di Ponente che ha un altissimo numero di Bandiere Blu per la pulizia del mare e i servizi offerti in spiaggia è a rischio – conferma Oneglio – Un incidente avrebbe come conseguenza un vero e proprio disastro ambientale, turistico e soprattutto economico e anche se sono passati 25 anni dal naufragio della Haven il ricordo di quanto è successo dopo è rimasto indelebile”.

Dunque i balneari si sono attivati per bloccare ogni nuova richiesta di autorizzazione per le trivellazioni, di riesaminare quelle già assegnate e verificare la possibilità di abrogarle, garantendo, allo stesso tempo, la massima sicurezza al sistema turistico italiano con una polizza assicurativa a carico delle compagnie petrolifere che possa coprire eventuali danni.

“Tutto questo – aggiunge il presidente provinciale dei balneari Fiba Gianmarco Oneglio – perché riteniamo che agli interessi economici connessi alle attività estrattive debbano essere anteposti gli interessi connessi alla tutela della salute delle persone, dell’ambiente ed allo svolgimento delle varie attività economiche come appunto le nostre”.

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