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Bordighera, in forse i lavori della rotonda di Sant’Ampelio: le reazioni dell’amministrazione

Delusione, sconcerto e tanta rabbia. Amareggiata la Giunta Pallanca. Bassi: "Adesso cosa si rischia? Si rischia di mettere venti famiglie in mezzo ad una strada"

Bordighera. Rabbia, sconcerto, sconforto e delusione. Sono questi i sentimenti predominanti nell’Amministrazione comunale che ha appreso, questa mattina, la notizia di un possibile slittamento dei lavori della rotonda di sant’Ampelio anche se la gara d’appalto indetta non è stata sospesa.

Ad una settimana dall’apertura delle buste contenenti le offerte pervenute da una cinquantina di ditte interessate ai lavori, l’iter è stato bruscamente interrotto. Lo ha deciso la Soprintendenza di Genova, che la prossima settimana invierà a Bordighera due ispettori: il loro parere potrebbe bloccare il progetto della tanto attesa rotonda.

“E’ presto per fare delle valutazioni”, dichiara il Sindaco Giacomo Pallanca, che si riserva qualche giorno di tempo per un’analisi più dettagliata, “E’ chiaro, però, che questa è una brutta pagina per Bordighera. Una situazione che non posso che definire strana”.
Che fine faranno i circa 2 milioni di euro stanziati dalla Giunta Pallanca per finanziare i lavori? “Torneranno in avanzo di amministrazione”, risponde il Sindaco. In pratica, i soldi che Palazzo Garnier avrebbe potuto usare per pagare la demolizione e la ricostruzione della rotonda torneranno nel tesoretto intoccabile del Comune, che non si sa se e quando potrà utilizzarli di nuovo.

Sconcertata l’Assessore Margherita Mariella: “Non voglio rilasciare dichiarazioni perché devo ancora capire bene cosa sia successo”, dice, “Lo sconforto? E’ tanto, tantissimo. Siamo di fronte ad un ente (la Soprintendenza, n.d.a.) che prima ci ha dato l’autorizzazione a procedere e ora, dopo quattro mesi, torna indietro. Abbiamo lavorato tanto e solo adesso si sono accorti che manca una cosa…”.

Dispiaciuto anche il Consigliere Mauro Bozzarelli. “E’ un guazzabuglio”, commenta, “Non si capisce per quale motivo il Soprintendente abbia deciso di fare una cosa del genere”.
“La realtà è che non avremo più il tempo di fare i lavori perché comunque andavano finiti e pagati entro il 31 dicembre”, dichiara Bozzarelli, “Questo significa che ormai, purtroppo, la gente si dovrà tenere la rotonda com’è”.

E’ realista, il Consigliere, che non si sbilancia troppo “non essendo un tecnico e quindi non essendo in grado di giudicare da questo punto di vista”, ma che le idee le ha ben chiare su un punto: “Ad una settimana dall’apertura delle buste, una decisione del genere lascia un po’ perplessi. Dopo tutti gli incontri che il Soprintendente ha fatto con Sindaco, vice Sindaco, Assessori e Uffici, dopo tutte le progettazioni, ora si accorge che manca qualcosa… Ciò che resta è l’amarezza perché non si riuscirà a portare a termine la ristrutturazione della rotonda: questa è la realtà, è l’unica certezza che abbiamo adesso”.

E’ un fiume in piena, il vice Sindaco Massimiliano Bassi, che si dichiara “deluso e amareggiato” e che non riesce a nascondere la rabbia oltre alla delusione.
“Sono deluso per i cittadini e per la città”, dichiara, “Perché è la città che perde un’occasione”.

Bassi analizza l’aspetto sotto diversi punti. Quello economico, in primis: “Avevamo finanziato i lavori con gli spazi concessi dal governo al patto di stabilità. Ora i soldi torneranno allo Stato”, dice. Eppure i lavori erano stati programmati in ogni minimo dettaglio: previsti dopo la stagione estiva “per non danneggiare le attività limitrofe, le spiagge libere e anche la chiesa di Sant’Ampelio”, si era già anche messa in conto la possibilità di adottare una variante in corso d’opera. “Insieme con l’ufficio tecnico”, svela il vice Sindaco, “Avevamo già previsto la possibilità di adottare una variante in fase esecutiva”. Così come prevede la legge a patto che la variante stessa non superi il 20% dell’importo finanziato.
“Eravamo ben consapevoli e attenti alla tanto paventata possibilità di trovare resti di un monastero cistercense come alcuni sostengono”, continua Bassi, “Per questo avevamo deciso di demolire tutta la struttura e poi, piano piano, nella zona verso il sagrato della chiesetta, dove c’è chi dice possa trovarsi questo monastero, avremmo fatto qualche piccolo scavo a campione. Se si fosse trovato il seppur minimo reperto, non avremmo scavato oltre: l’area sarebbe stata salvaguardata e non distrutta”.

Nella sua analisi, il vice Sindaco e Assessore ai Lavori Pubblici, arriva a parlare anche degli Uffici comunali che “con grande professionalità hanno seguito l’iter”. “Ieri abbiamo avuto un incontro con i tecnici”, rivela Bassi, “E questi ci hanno confermato che il documento che secondo il Soprintendente avrebbero dovuto richiedere è, semmai, una dimenticanza da parte della Soprintendenza stessa”.

Ma alla fine, di tutto questo “pasticcio” che porterà, con ogni probabilità, a bloccare i lavori della Rotonda di Sant’Ampelio, chi ci perde sono soprattutto i venti lavoratori che prestano servizio nel ristorante dell’Amarea. Ed è questo ad amareggiare, più di tutto, Massimiliano Bassi. “Essendoci questa sospensione”, spiega, C’è il rischio che si debba chiedere alla società Amarea di rimuovere il prefabbricato, in quanto la struttura era finalizzata solo all’inizio dei lavori e in questo momento non sappiamo se, sospendendo la gara, l’inizio dei lavori possa esser mantenuto”.

“Di certo poi l’Amarea potrà chiedere un risarcimento per i soldi spesi per il prefabbricato”, ipotizza Bassi, “Li chiederà a noi, sempre che l’errore sia nostro, o al Soprintendente dottor Rinaldi. Ma non è questo il punto: l’unica cosa che mi dispiace è che venti persone rischiano di perdere il posto di lavoro. Ho fatto di tutto e di più, e ci sono gli atti in comune a dimostrarlo, per salvaguardare i lavoratori in questione, ma in questo momento non so se saranno tutelati perché non so come andrà a finire. Se la pratica, come apprendo dai giornali, viene sospesa, allora penso che a quel punto la gara non esisterà. Che fine faranno queste persone?“.

“Non me la prendo né con i miei uffici né con la Soprintendenza”, conclude Bassi, “C’è stato qualcosa che non ha funzionato. Ma adesso cosa si rischia? Si rischia di mettere venti famiglie in mezzo ad una strada. Io questa responsabilità non la voglio, non la vuole l’amministrazione che non ne ha colpa. La responsabilità se la assumerà chi ce l’ha”.

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