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Rivieracqua, CIMAP: “Guerra all’acqua pubblica”

Nell’ultimo Consiglio comunale di Imperia, monotematico sull’argomento servizio idrico integrato, è stata approvata una delibera con la quale il Consiglio impegna la società Rivieracqua a fornire la documentazione in grado di dimostrare la capacità economica e finanziaria di sostenere la gestione del servizio nella Provincia, nonché di sottoporre tale documentazione ad una valutazione tecnica di una commissione tecnica

Imperia. Nell’ultimo Consiglio comunale di Imperia, monotematico sull’argomento servizio idrico integrato, è stata approvata una delibera con la quale il Consiglio impegna la società Rivieracqua a fornire la documentazione in grado di dimostrare la capacità economica e finanziaria di sostenere la gestione del servizio nella Provincia, nonché di sottoporre tale documentazione ad una valutazione tecnica di una commissione tecnica.

Il CIMAP – Coordinamento Imperiese per l’Acqua Pubblica si esprime a riguardo: “Come il Sindaco e i consiglieri dovrebbero sapere, il subentro di Rivieracqua nelle gestioni esistenti costituisce obbligo di legge, ribadito da TAR e Consiglio di Stato; ed, in ultimo, anche dal Consiglio Provinciale, su sollecito della Regione.

Quello del sindaco Capacci ci pare più un comportamento a difesa degli interessi azionari dell’amministrazione sulla gestione esistente e degli interessi di IREN, che al diritto dei cittadini di avere un servizio idrico interamente pubblico.

In altre parole, il perdurare di questa resistenza al passaggio della gestione a Rivieracqua costituisce una grave violazione di obblighi che nessun organo istituzionale ormai mette in discussione. E un impedimento a che i cittadini abbiano rapidamente una gestione del servizio idrico efficiente e senza profitti.

In aggiunta a questo, il Comune di Imperia non può decidere né nel merito della questione né nel metodo del passaggio, che è regolato in maniera stringente dalla legge ed è sottoposto alla sorveglianza dell’Autorità nazionale.

La delibera approvata dal Consiglio comunale non può quindi avere nessun effetto giuridico sul percorso di subentro di Rivieracqua nelle gestioni esistenti. Il fatto che il Consiglio comunale, su pressione del Sindaco, si comporti come se avesse questo potere, in violazione della legge, costituisce una gravissima mancanza di rispetto delle Istituzioni, che noi auspichiamo prendano posizione e stigmatizzino questo comportamento.

L’affidamento in house a Rivieracqua è stato il risultato di un percorso decisionale e politico perfettamente legittimo, ispirato al rispetto della volontà democraticamente espressa dai cittadini della Provincia e dell’Italia intera con il voto al referendum 2011.

Non possiamo accettare che ora una certa politica pensi di poter cancellare con un colpo di mano le scelte espresse dagli elettori. Oggi più che mai, si scrive acqua ma si legge democrazia”.

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