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Raddoppio ferroviario e lavori a Capo Mele: intervento di Sel / Sinistra Italiana

Intendiamo tenere alta l’attenzione sul tema dei trasporti nella provincia di Imperia

Diano Marina. “Nel quadro di costante peggioramento che affligge il servizio ferroviario del Ponente Ligure (orari, ritardi, carrozze sempre più vetuste e obsolete), colpisce il silenzio quasi totale delle istituzioni locali in merito all’annuncio della chiusura per lavori della galleria di Capo Mele, che si è aggiunto a quello dell’ennesimo rinvio del termine lavori del raddoppio della tratta San Lorenzo–Andora. Al momento non si hanno notizie certe neanche sul completamento dei lavori alla stazione di Ventimiglia: lavori che, limitando la capienza della stazione, determinano la soppressione a singhiozzo di treni anche tra quelli utilizzati dai pendolari.

Come Coordinamento Provinciale di Sel / Sinistra Italiana vogliamo esprimere una forte contrarietà e preoccupazione davanti ad un sistema trasporti che a livello di governo regionale e nazionale continua a penalizzare il ponente ligure, e intendiamo sostenere con ogni iniziativa possibile le proteste dei pendolari, degli studenti e dei cittadini che ogni giorno devono subire gli effetti di una situazione ormai al collasso.

A discendere dalla totale mancanza di una qualunque progettualità pluriennale, è noto ed evidente il disinteresse del governo per la nostra provincia, che pure dovrebbe essere considerata come un nodo di fondamentale raccordo turistico e commerciale con la Francia; ricordiamo gli annunci dell’allora Ministro Lupi quando, a seguito dell’incidente di Andora, si aggirava sul territorio promettendo il completamento del raddoppio in tempi rapidissimi: quasi un nulla di fatto se non altre prese in giro per i cittadini del Ponente, che continuano a viaggiare in condizioni di assoluta mancanza di sicurezza (la galleria di Capo Mele risale, per intenderci, al 1874 : non ci stupisce che i lavori di messa in sicurezza siano diventati, appunto… improcrastinabili); nel mentre la Regione, principale attore delle trattative, si dimostra ora come in passato debole e succube degli interessi di aziendalistici di Trenitalia e RFI.

Vogliamo che il problema venga affrontato in tutte le sedi competenti, e che il sistema dei trasporti del Ponente Ligure venga nuovamente portato all’attenzione del governo nazionale; chiediamo che non solo il raddoppio della tratta San Lorenzo-Andora, ma anche e soprattutto della tratta Andora-Finale siano assunti come priorità nazionale non più rimandabile,  e su questo ci muoveremo sia a livello regionale, con l’intervento del consigliere di rete a Sinistra Gianni Pastorino, sia a livello parlamentare con tutti i mezzi possibili.

Riteniamo che l’impegno del governo e della Regione sia stato in questi anni del tutto insufficiente, e chiediamo garanzie sia nel rispetto dei tempi previsti per l’apertura del raddoppio, sia nel mettere in atto tutte le azioni possibili per limitare i disagi alla chiusura di Capo Mele, per un territorio già troppo svantaggiato logisticamente.

In merito alla chiusura della galleria di Capo Mele , che comporterà a partire da ottobre l’isolamento della nostra provincia per quasi due mesi con enormi disagi, diamo il nostro pieno appoggio ai pendolari, agli studenti e a tutti i cittadini nel chiedere misure di emergenza straordinarie che comprendano, oltre alla garanzia di un efficiente servizio sostitutivo di autobus, la gratuità del tratto autostradale fino ad Albenga per i pendolari, sconti e rimborsi su abbonamenti e biglietti, accordi straordinari con RT, e il rinforzo della linea Ventimiglia-Cuneo come alternativa di viaggio per il Piemonte. Anche alla luce di quanto accaduto con il raddoppio, ci pare infine assolutamente necessario vigilare attentamente sugli appalti in corso per i lavori di Capo Mele, su cui chiediamo la massima trasparenza in modo da evitare blocchi e ritardi nell’assegnazione e nello svolgimento dei lavori, già sufficientemente lunghi.

Intendiamo tenere alta l’attenzione sul tema dei trasporti nella provincia di Imperia, per una situazione che a conti fatti non è solo l’espressione dei gravi disagi dell’utenza pendolare, ma va a detrimento dell’intera regione data la enorme potenzialità turistica del nostro territorio; vogliamo che si inquadri la situazione del Ponente Ligure in un discorso di emergenza sociale, che veda la mobilità dei cittadini come un diritto inviolabile da garantire a tutti i livelli, in un mondo dei trasporti in cui è ormai più facile spostarsi da Milano a Roma che da Genova a Ventimiglia.”

 

 

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