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Michela Marzano al Casinò presenta il suo libro “Papà, Mamma e Gender” foto

Oggi pomeriggio, alle ore 16.30, l'autrice ha spiegato le tematiche di grandissima attualità che ha trattato nel suo libro. Al termine dell'incontro si è fermata ad autografare i libri per i suoi lettori

Sanremo. Oggi pomeriggio, 3 marzo 2016, all’interno della rassegna i “Martedì Letterari”, eccezionalmente svoltasi al giovedì, alle ore 16.30, nella sala Privata del Casinò di Sanremo, si è svolta la presentazione del libro “Papà, Mamma e Gender”dell’On. Michela Marzano.

Ha partecipato il Dott. Matteo Moraglia, editor della casa editrice Leucotea, che ha rivolto delle domande all’autrice. L’incontro è stato inserito nel piano di Formazione dell’Ordine dei Giornalisti.

La scrittrice è Professore Ordinario all’Universitè Paris Descardes, dirige una collana di saggi filosofici per le Edizioni Puf e collabora con Repubblica e Vanity Fair nonché deputata del Pd, partito che ha dichiarato che presto lascerà.

La Dottoressa ha spiegato le tematiche di grandissima attualità che ha trattato nel suo libro, infatti ha affrontato il tema delle discriminazioni, della famiglia, dell’identità della persona, del termine gender, della violenza contro le donne e contro le persone omosessuali e transessuali che, almeno a parole, vengono condannate.

“Tutto parte dalla parola “Gender”, tradotto in italiano come genere, è un vocabolo entrato nel Paese circa 50 anni fa per designare l’insieme delle caratteristiche maschili e femminili degli individui, allo scopo di studiare i rapporti che intercorrono tra uomo e donna”- spiega Marzano.

“Questi rapporti sono determinati da fattori sociali, culturali e psicologici, e distinguono gli uomini dalle donne. Il genere si differenzia dal sesso, che invece distingue la “categoria maschile” e la “categoria femminile” sulla base di altre caratteristiche: anatomiche, cromosomiche e genetiche.

Altra cosa ancora è il ruolo di genere, ovvero quell’insieme di caratteristiche e di comportamenti impliciti o espliciti, associati agli uomini e alle donne, che finiscono spesso con il definire anche ciò che è appropriato o meno per un uomo o per una donna”– Michela Marzano compie in questo modo un’analisi della pericolosa voragine che si è aperta nella società italiana, la così detta “teoria del gender”.

Da un lato, i sostenitori sentono tutta l’ingiustizia di una società in cui una persona può ancora essere considerata inferiore a causa del proprio diverso orientamento sessuale, del proprio sesso, della propria identità di genere.

Dall’altro, gli oppositori vedono nella teoria una pericolosa deriva morale, il tentativo di scardinare i valori fondamentali del vivere umano. “È una questione sulla quale esiste, come diceva il cardinale Martini, un “conflitto di interpretazioni” perché ha a che fare con “le caverne oscure, i labirinti impenetrabili”, che ci sono dentro a ognuno di noi”- afferma l’autrice.

Sulla questione, Michela Marzano spiega la genesi e le implicazioni dell’idea di gender e, senza mai rinnegare le sue radici cattoliche, decostruisce le letture che ne danno oggi molte associazioni religiose. Soprattutto non esita mai a mettersi in gioco direttamente, raccontando se stessa e identificandosi nell’esperienza di chi ha vissuto da vittima innocente il dramma dell’esclusione.

Affronta la questione con rigore, passione, sensibilità e competenza citando lo scrittore Albert Camus: «Nominare in maniera corretta le cose è un modo per tentare di diminuire la sofferenza e il disordine che ci sono nel mondo»

“Non esiste nessuna ideologia gender – afferma – casomai una molteplicità di studi sul genere”.

“Identità è un concetto logico-descrittivo, che si usa per esempio quando si dice che un oggetto è identico a se stesso. Parlare di uguaglianza significa invece entrare nel campo dei valori: in questo senso quando si dice che una persona è uguale a un’altra si intende che, nonostante le differenze specifiche che le caratterizzano, esse hanno la stessa dignità e lo stesso valore e quindi devono poter godere degli stessi diritti” – continua la deputata.

La parola gender spaventa perché costringe a mettersi in discussione, a rivedere le proprie certezze. Non si vuole accettare che esistono dubbi, fratture, fragilità. Come dice Habermas, invece, “il compito della filosofia morale è proprio quella di controbilanciare questa vulnerabilità, “riparando” il mondo senza mai negarne l’esistenza”.

“E’ necessario fare chiarezza e contrastare le discriminazioni. Siamo pieni – dice la Marzano – di stereotipi che rendono la vita molto difficile. La confusione è stata creata da chi si oppone al fatto che ragazzi e ragazze siano uguali. E quando parliamo di uguaglianza lo facciamo in termini di valore e dignità. Si è cominciato a parlare di gender come ideologia per tornare indietro di decenni, per difendere una visione molto semplicista del mondo: bene-male, omosessuale-eterosessuale, dove tutto è da una parte o dall’altra”.

L’educazione in famiglia è fondamentale perché attraverso un’educazione corretta si può rieducare il mondo e sconfiggere l’ignoranza popolare dagli stereotipi di genere. Portando così a termine il dramma dell’assenza del riconoscimento e impedendo che accadano grandi tragedie. “Bisogna prevenire con l’educazione anche nelle scuole, educando i piccoli ma anche gli educatori stessi”- afferma la scrittrice. 

Quando si è piccoli, è difficile difendersi da soli. Dovrebbero essere gli adulti, la scuola, i genitori a spiegare che non c’è nulla di male a “non essere come gli altri”. La scuola, prima di tutto, dovrebbe decostruire gli stereotipi di genere, e non rafforzarli, insegnando che ci sono modi diversi per crescere e diventare uomini e donne. Insegnare che madre, al pari di padre, sono figure che trascendono il sesso, il sangue, la stirpe e la biologia. L’amore è incondizionato e non appartiene a una classe stereotipata. Esistono tante famiglie composte da mamma, papà e figli e nessuna è identica all’altra.

Alla conclusione dell’incontro l’autrice si è fermata ad autografare i libri per i suoi lettori.