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Il ritorno dei “No Borders”: la protesta contro l’ordinanza che vieta di fornire cibo ai migranti”

"Ci sono tante persone che abitano in questa città e non sono disposte a cedere a questo ridicolo ricatto"

Ventimiglia. Tornano attivi i no borders in città. Lo scorso 3 luglio, con un’ordinanza, il sindaco ha vietato la distribuzione di pasti ai migranti per motivi di igiene. Ma l’ordinanza non piace agli attivisti, che sono scesi in strada a manifestare il loro dissenso, distribuendo volantini ai passanti sul lungomare. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Municipale, con il comandante Giorgio Marenco e la Polizia di Stato.

I manifestanti hanno distribuito un volantino che recita:

“C’è un’ordinanza nella città di Ventimiglia che vieta di fornire sostegno alimentare a tutti i migranti senza documenti regolari validi per il soggiorno o per l’espatrio. Chiunque porti generi alimentari ai ragazzi bloccati in stazione viene identificato dalla polizia e può incorrere nella sanzione di una multa do 200 euro, grazie a questa assurda ordinanza firmata il 3 luglio dal sindaco Ioculano che vuole colpire chi agisce “per mera solidarietà” come recita lo stesso testo.

Tutti i giorni e tutte le notti un centinaio di persone, bloccate alla frontiera di Menton Garavan è costretta a vivere alla stazione di Ventimiglia, dove a stomaco vuoto, dormono al freddo e aspettano di trovare una soluzione alla propria condizione.

Il centro della Croce Rossa Italiana, prima centro di assistenza, è ora aperto solo per chi è disposto a farsi identificare e restare in Italia. Chi vuole proseguire il proprio viaggio è così criminalizzato ed è scoraggiata la spontanea solidarietà verso che ha la “sola colpa” di non avere i documenti giusti. La stazione di Ventimiglia è un’area militarizzata dove pare che solo i passeurs abbiano piena agibilità.

Ci sono tante persone che abitano in questa città e non sono disposte a cedere a questo ridicolo ricatto. La solidarietà è un valore importante: invitiamo tutti a non nascondersi, a non avere paura. Offrire e condividere quello che si ha con chi ne ha bisogno non è qualcosa da criminalizzare ma qualcosa di cui andare fieri e fiere. Dimostriamo che Ventimiglia è capace di essere una città ospitale. Invitiamo tutti a continuare a supportare le persone bloccate al confine.”

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