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Bordighera, Palazzo Garnier si batte per la gestione diretta dell’acquedotto comunale

Impugnata la deliberazione del Consiglio Provinciale, il Comune pronto a fare ricorso al TAR ha incaricato l'Avvocato Piciocchi

Bordighera. Non si arrende la città delle palme. Nonostante la richiesta formale, espressa più volte da enti superiori, di far subentrare la Rivieracque nella gestione del servizio idrico di Bordighera, Palazzo Garnier ha deciso di impugnare la delibera del Consiglio della Provincia di Imperia del 3 marzo scorso.
Delibera con la quale si disponeva, appunto, che fosse Rivieracque a gestire il servizio idrico comunale, che oggi vanta una gestione efficiente ed economica.

La battaglia per salvare l’acquedotto va avanti dal 2012. Il 13 novembre di quell’anno, infatti, il servizio idrico dell’ambito imperiese era stato affidato alla società consortile, a totale partecipazione pubblica, Rivieracqua scpa. Già all’epoca, il Comune di Bordighera, ritenendo inammissibile e illegittimo tale provvedimento, aveva deciso di fare ricorso al TAR. Il Tribunale Amministrativo Regionale, però, il 13 maggio 2014, aveva rigettato il ricorso.

Ma Palazzo Garnier non si è arreso: ritenute non condivisibili le motivazioni del diniego giurisdizionale, è stato disposto l’appello al Consiglio di Stato che, ad oggi, non si è ancora pronunciato.

Nel frattempo, però, le pratiche per l’affidamento a Rivieracque del servizio idrico sono andate avanti e, con una delibera del 3 marzo 2016, il Consiglio Provinciale ha dato a Bordighera un ultimatum. Il Comune avrebbe dovuto fornire (proprio in questi giorni) alla società predetta un elenco del personale addetto al servizio idrico integrato alla data del 31 dicembre 2012, in modo che questo possa essere trasferito, oltre ad un inventario completo di reti, impianti e di tutte le dotazioni riconducibili al servizio idrico comunale, da concedere in uso gratuito alla Rivieracque.
Inoltre, l’Amministrazione era tenuta a deliberare il passaggio di gestione, dando così formalmente il via al servizio.

Ma la Giunta Pallanca non ci sta e, intendendo salvaguardare con ogni mezzo legittimo, la gestione diretta del proprio acquedotto, ha incaricato l’Avvocato Pietro Piciocchi di richiedere immediatamente la sospensione degli effetti della deliberazione del Consiglio Provinciale.

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