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Riapertura pesca tratto terminale fiume Roya, la soddisfazione di Giordanengo

A causa del comportamento scriteriato di alcuni era morto un cigno per una mazzetta di ami ingurgitata

Ventimiglia. “È con grande soddisfazione – scrive Massimo Giordanengo del Gs Val Roya – che i pescatori intemeli hanno accolto la notizia che, grazie all’intervento dell’assessore regionale Mai, la pesca nel tratto terminale del fiume Roya, dalla passerella pedonale alla foce , è stata riaperta alla pesca in concomitanza con la ripresa dell’attività alieutica nelle acque interne a partire da domenica 28 febbraio . Il tratto era stato oggetto di contesa tra animalisti e pescatori a causa della liberalizzazione della pesca nella suddetta porzione che era stata equiparata alle acque marine , per cui senza la necessità del permesso di pesca, che aveva aperto la strada ad ogni tipo di predazione da parte di persone che con la pesca nulla avevano a che fare.

A causa del comportamento scriteriato di alcuni era morto un cigno per una mazzetta di ami ingurgitata, pratica ammessa in mare ma non nelle acque interne, che aveva portato l’amministrazione comunale a richiedere la chiusura totale del tratto in questione.

Il danno inferto ai pescatori locali era duplice, in quanto la parte terminale del fiume Roya, è sempre stata meta dei pescatori più anziani che grazie ai numerosi cefali presenti avevano l’opportunità di praticare il proprio hobby senza doversi spostare in auto, oltre ad attirare molti turisti a praticare la pesca ingolositi dallo spettacolo offerto dai numerosi pescatori locali.

Oggi, grazie al l’interessamento della Regione, il tratto è nuovamente regolamentato, accessibile alla pesca, ma soltanto da chi rispetta e fa rispettare le regole, con la possibilità per qualsiasi pescatore di chiamare le guardie provinciali per denunciare ogni atto di bracconaggio , vera calamità per l’attività alieutica, con l’opportunità di avere un controllo sul territorio più costante e capillare.”