Tramonto libico

Ventimiglia, pubblico numeroso all’incontro con Raphael Luzon

Era il 1967 quando le folle arabe si scatenarono contro la comunità ebraica di Libia costringendo tutti gli ebrei ad abbandonare Bengasi

Ventimiglia. Buona partecipazione di pubblico all’incontro con Raphael Luzon alla biblioteca aprosiana.
Nato a Bengasi nel 1954, laureatosi a Roma in Scienze Politiche, Raphael Luzon è stato corrispondente per vari giornali israeliani in Italia e producer per la RAI in Israele, dove ha anche ricoperto il ruolo di direttore di un ospedale geriatrico.

Interessante e coinvolgente il suo racconto “diretto” degli anni Sessanta. All’epoca lui era solo un ragazzino, ma ricorda bene il terrore e il panico della cacciata degli ebrei da Bengasi e il giorno in cui, all’improvviso, quelli che erano gli amici arabi si sono trasformati in aguzzini.

Era il 1967 quando le folle arabe si scatenarono contro la comunità ebraica di Libia costringendo tutti gli ebrei ad abbandonare Bengasi. Eppure Luzon scrive senza risentimento, per lui la ricerca della giustizia non è mai caccia al colpevole; all’ostilità antepone il desiderio di riconciliazione, sapendo che niente muove le coscienze più di una testimonianza sincera, vera, equilibrata.

L’amicizia e la fratellanza che lo legano agli altri popoli resta un punto saldo nell’esistenza dello scrittore, che ancora oggi scrive libri a quattro mani con persone di religione diversa, alla ricerca di tutti quei momenti in cui diversità ha significato coesione e solidarietà.

“Forse Dio è talmente grande da aver bisogno di tutte e tre le religioni monoteiste per esprimersi”, ha dichiarato Raphael Luzon.

Tra il pubblico accorso numeroso ad ascoltarlo, era presente anche il Consigliere di Opposizione Nazzari.

commenta