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Valente: “Grave danno a peschereccio Mina. Governo pretenda risarcimento; Gentiloni spieghi motivi revisione confini marittimi”

Il deputato del M5S afferma: "Il governo italiano attivi quanto prima gli opportuni canali diplomatici affinché le autorità francesi archivino il caso riguardante il peschereccio "Mina" e risarciscano il comandante Ciro Lo Basso per il danno subito

Sanremo. Il Movimento 5 Stelle Sanremo informa che il portavoce alla camera Simone Valente ha formulato interpellanza inerente la triste vicenda che ha spiacevolmente coinvolto un’imbarcazione italiana al largo delle coste liguri, abbordata da una motovedetta della Douane francese mentre svolgeva attività di pesca in acque territoriali italiane.

Il deputato del M5S Simone Valente afferma: “Il governo italiano attivi quanto prima gli opportuni canali diplomatici affinché le autorità francesi archivino il caso riguardante il peschereccio “Mina” e risarciscano il comandante Ciro Lo Basso per il danno subito.

Il motivo della contesa, sembra essere alla base di una ridefinizione del confine marittimo passata in gran segreto tra Italia e Francia, con la sola differenza che tale trattato, che sostituisce quello del 1892 tra i due Paesi, ha ridisegnato i tratti a largo di Ventimiglia e Mentone ma non è stato ancora ratificato da Roma e quindi non può ritenersi operativo.

Ciononostante, le forze di Parigi hanno ritenuto opportuno applicarlo, in palese violazione del diritto internazionale, compromettendo l’attività commerciale di un nostro peschereccio”.

Il portavoce del M5S Valente prosegue: ” Il Comandante Lo Basso non è però ancora stato risarcito e il governo va invece rassicurando che la questione si sia risolta positivamente.

Le informazioni in nostro possesso ci dicono tutt’altro e al momento il caso ha aperto un vero e proprio clima di timore interno tra i pescatori italiani che svolgono attività nel Mar Ligure.

A questo punto è logico chiedersi perché la Francia si sia arrogata il diritto di applicare un trattato non ancora ratificato e di cui nemmeno in Italia se ne abbia contezza, perché c’è stata questa rivisitazione dei confini marittimi (fini e scopi) e perché il governo abbia firmato un accordo senza fare le preventive valutazioni, tagliando fuori alcune aree importanti per la pesca con un conseguente impatto economico a riguardo. Ma soprattutto, perché il ministro Gentiloni e Matteo Renzi parlano di questione risolta quando il procedimento ai danni del nostro connazionale è ancora in corso.”

“E’ evidente - conclude Simone Valente – la lacerante distanza dell’esecutivo nei confronti dei cittadini italiani coinvolti in controversie all’estero, così come non c’è bisogno di dimostrare il dilettantismo della Farnesina, ma ci auguriamo vivamente che, quanto meno sul profilo giuridico, l’Italia sappia pretendere giustizia nei confronti del comandante Ciro Lo Basso e del suo peschereccio”.

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