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Sanremo Attiva scrive una lettera aperta a Maurizio Caridi

Il gruppo consigliare scrive al Presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica dicendo che l'Orchestra fa parte del patrimonio artistico e culturale di questa città non meno del Museo Civico

Sanremo. Il gruppo consigliare di Sanremo Attiva scrive una lettera aperta al Presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo Maurizio Caridi.

Ecco la lettera: “Gentile Signor Caridi,

Leggiamo sui social e sulla stampa locale che si è adoperato affinché Miele, artista siciliana rimasta fuori dalla finale del festival venisse riammessa. Perdoni Presidente, non capiamo l’importanza ma sappiamo che ne ha.

L’occasione del suo tweet non può non essere raccolta per fare alcuni commenti riguardo l’Orchestra sinfonica di Sanremo.

Innanzitutto sarebbe auspicabile che l’impegno e lo zelo che emanano dal suo tweet fossero gli stessi per una istituzione ben più importante del festival, ben più vecchia e rappresentativa della nostra storia e della nostra identità.

I professori d’orchestra hanno accettato, meglio, subito, tre anni di tagli allo stipendio attraverso un contratto di solidarietà e, guardi, signor Caridi, “Contratto di solidarietà” è solo una manipolazione linguistica pari alla neolingua citata da G. Orwell , che avrebbe dovuto dare a Lei e agli amministratori che l’hanno preceduta il tempo e lo spazio di trovate nuovi sbocchi artistici e nuove risorse, nulla è stato fatto.

Ora da gennaio avete imposto unilateralmente una nuova decurtazione del 20% dello stipendio con una manovra poco chiara francamente inaccettabile e da verificare dal punto di vista legale.

L’Orchestra è andata diminuendo negli anni, da 60 orchestrali siamo passati a 35, impoverita nell’organico e umiliata nella sua professionalità e questa circostanza non può che far sospettare il peggio.

Ora signor Caridi appare chiaro che la volontà di questo CDA assieme ai padri fondatori, Comune e Provincia, è quella di smantellare l’istituzione piano piano come una vecchia auto dallo sfasciacarrozze, come un cadavere ancor caldo buono per la donazione degli organi. Poi infine una bella cerimonia funebre, un commovente epitaffio, un corteo di convincenti prefiche. Poi il nulla.

Appare chiaro che la Sinfonica non gode dei cachet del festival e non partecipa dei medesimi introiti, che non raggiunge il 50% di share e non luccica in televisione in prima serata. Stiamo dicendo che siccome non rientra in un sistema economico e finanziario discutibile e dalle ganasce potenti non va presa in considerazione perché non ci si guadagna.
Insomma la sinfonica la state dismettendo giorno per giorno. Si tratta di uno stillicidio sistematizzato e pensato a tavolino. Di chissà quale stanza.

L’orchestra Sinfonica fa parte del patrimonio artistico e culturale di questa città non meno del Museo Civico, delle ville storiche oramai in parte private, del centro storico tanto maltrattato, delle vestigia romane, del parco naturale nell’immediato entroterra, della pista ciclabile.

Era lì prima che lei e noi nascessimo, ha visto due guerre, le bombe sul teatro Principe Amedeo, ha visto la ricostruzione e cambiare la città. Ha visto passare eminentissimi direttori d’orchestra che hanno lasciato il segno (citiamo dal sito web).

E’ testimone di epoche gloriose della città di Sanremo, della sua storia e delle sue persone. Ha bisogno di essere valorizzata, qualificata, conosciuta nelle sua capacità. Ha bisogno di essere tirata fuori da questo cassetto polveroso e indegno nel quale ci si impegna a chiuderla.

Ma bisogna volerle bene.

La NOSTRA Orchestra fa anche e soprattutto parte del patrimonio artistico nazionale e per questo percepisce un importante contributo economico derivato dal Fondo Unico dello Spettacolo, fondo irrinunciabile che le riconosce l’importanza sociale e artistica che merita insieme alla città di Sanremo e alla Regione.

Il ricco curriculum della Sinfonica che leggiamo sul sito, ci fa pensare al prestigio dell’Istituzione, a meritati ed ambiziosi riconoscimenti guadagnati con lavoro duro e costante.

Stranamente non si fa accenno alla questione economica degli orchestrali, al fatto che dovrebbero essere il doppio per avere un repertorio completo e che ultimamente il clima percepito è “divide et impera”.

Per piacere non ci risponda con discorsi poco convincenti sulla congiuntura economica sfavorevole, sui tagli del FUS e del Comune, sul bilancio in rosso, sulla diminuita audience, sul flusso turistico in discesa e con altre fumose circonlocuzioni.

Ci dica chiaramente: che progetto esiste a riguardo della Sinfonica, quale pensiero anima le azioni, quale opera di marketing si intende concretizzare, quali sponsor si cercano per affrancarsi da gettiti monetari in diminuzione, quali presenze in quali teatri liguri e nazionali, quali riconoscimenti per gli orchestrali?

Glielo dobbiamo prestare noi il coraggio dell’innovazione?

Ci vuole energia per distruggere una sinfonica e ce ne vuole molta di più per continuare a tenerla in vita. E lei è più intelligente di così. E si sta assumendo una bella responsabilità.

Ora, parafrasando uno più grande di noi, non chiediamo alla Sinfonica cosa può fare per la città, chiediamo cosa la città può fare per la Sinfonica. Lei compreso Signor Caridi”.

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