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La Foce, un parco archeologico tutto ancora da scoprire: le indagini di un “Indiana Jones” sanremese foto

Il nostro territorio ci nasconde sicuramente grandi segreti e solo il tempo potrà dirci se il nostro "Indiana Jones" sanremese ha ragione o meno

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Sanremo. Sono stati recentemente scoperti, da un archeologo amatore, alcuni basamenti in marmo che potrebbero essere collegati all’antica villa romana presente nella zona della Foce, venuti fuori anche grazie ai lavori di ripascimento delle spiagge. La villa fu scoperta nel 1925, quando per la prima volta ci si accorse della presenza dei suoi resti. I lavori iniziarono però solo nel 1936, sotto il controllo di Nino Lamboglia. La grandezza della casa romana era talmente estesa da finire addirittura sotto al livello del mare. Dopo la guerra, negli anni Sessanta, continuarono gli scavi, i quali portarono successivamente alla luce parti nuove ed importanti del complesso termale attiguo alla villa romana risalente al II secolo dopo Cristo. Nel corso degli anni si è riuscita a creare un ipotetica mappa della villa. Vi era un ingresso (Apodyterium), poi di seguito il Calidarium contenente le vasche per i bagni caldi con uno spazio absidato dove si vedono ancora le tubazioni per l’aria calda sotto il pavimento, la zona dedicata alle saune (Laconicum), il vano di servizio dove era anche collocato il Testudo, ovvero la piastra di metallo che scaldava l’aria per conservare calda l’acqua nelle altre stanze ed, infine, delle aree dedicate allo svago e la latrina. L’archeologo ritiene ora di aver scoperto alcune lastre di marmo che non possono essere ritenute di origine diversa rispetto a villa Matutia.

La mappa dell’edificio romano è infatti molto diversa secondo il suo punto di vista. L’uomo ritiene che i ritrovamenti effettuati fino ad ora siano solo una parte, identificabile con quella delle latrine. La vera villa si troverebbe sotto al cimitero monumentale della Foce. Ritiene inoltre che ci sia un anfiteatro, sempre risalente all’epoca romana e quindi collegato alla villa, nella zona situata presso la spiaggia “lido Foce”. L’anfiteatro sarebbe quindi sotto a ciò che resta di un edificio costruito durante la seconda guerra mondiale, adibito all’utilizzo di “bunker” per i soldati Tedeschi. Tutto ciò che ne rimane oggi è un vecchio muro, ma secondo l’archeologo sotto c’è molto di più. Il suo grande desiderio sarebbe infatti quello di ricominciare da capo i lavori di scavo per dimostrare le sue ipotesi e ritrovare il resto dell’antica casa. Il nostro territorio ci nasconde sicuramente grandi segreti e solo il tempo potrà dirci se il nostro “Indiana Jones” sanremese ha ragione o meno.

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