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Gigi Nardini: io “Pavarotti” per terapia foto

“Oggi sono un uomo nuovo. Essere il sosia di Luciano Pavarotti per me è stato terapeutico”

Sanremo. Un personaggio impegnativo ma che gli ha saltato la vita. Gigi Nardini i panni del sosia di Luciano Pavarotti ha iniziato a vestirli una trentina di anni fa, quando la sua sicurezza professionale gli giocò un brutto scherzo. Ed essendo un uomo di mezza età e con una famiglia da mantenere, la crisi e un esaurimento nervoso avrebbero potuto devastare la sua esistenza e, come troppo spesso succede in quelle zone del suo Friuli, portarlo a cancellare i suoi dispiaceri in qualche bottiglia di vino.

Fu solo la stima per il grande Maestro Luciano Pavarotti e l’amore smodato per il mondo artistico, respirato da sempre in casa – spiega a Riviera24 – che pian piano mi fecero notare la straordinaria somiglianza con colui che, di lì a poco, si sarebbe impossessato di me”.

Nardini iniziò, così, a farsi crescere la barba, si comprò un ampio sciarpone, iniziò a studiare allo specchio atteggiamenti, le movenze e quell’eleganza che Pavarotti aveva innata.

Fu l’inizio di una nuova vita. Le persone per strada iniziarono a godere di quella gioia, di quella goliardia. E anche lui iniziò a sentir meno quelle ferite. Regalare sorrisi, firmare autografi, sentirsi chiamare per scattare una foto. “Mi sentivo di nuovo vivo”.

Oggi Gigi Nardini fa parte del gruppo ufficiali dei sosia: un drappello di circa un centinaio di persone, trainato dalla Signora Miranda, sosia di Liz Taylor, che gira l’Italia e tutti gli anni, durante il Festival della Canzone Italiana, diventa protagonista di apprezzati eventi collaterali per la gioia di grandi e piccini.

Oggi sono un uomo nuovo. Essere il sosia di Luciano Pavarotti per me è stato terapeutico”.