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Gherardo Colombo conquista il Teatro del Casinò per il Festival della Legalità

Prima di combattere la mafia e la corruzione fuori di noi dobbiamo imparare a combatterla ‘dentro’ di noi

Sanremo. Impossibile accettare l’affermazione che la corruzione sia insita nel dna degli italiani. E’ questo, in sintesi, il messaggio scaturito dall’incontro di oggi pomeriggio con il Dottor Gherardo Colombo protagonista al Teatro dell’Opera del Casinò nell’ambito del Festival della legalità e delle Idee.

Ormai diventato simbolo di legalità, Colombo, affiancato dal Dottor Roberto Cavallone e dalla Dottoressa Grazia Pradella, ha accompagnato il pubblico presente in un excursus sulle prime vicende che hanno dato il via a quel “sistema-corruzione” che negli anni ha letteralmente stravolto il tessuto sociale, economico e politico dell’Italia.

Da lì iniziò il lavoro del pool “mani pulite” che, nel febbraio del 1992, decise il primo arresto. Ma qualcosa di grosso stava accadendo poiché, se dapprima ad essere corrotti erano stati i vertici, ad usare le mazzette iniziarono ben presto anche le imprese pubbliche così come i singoli cittadini: ogni impresa di un certo livello poteva gestire fondi neri (non ufficiali) da utilizzare per pagare tangenti.

Pagavano tutti: a seconda delle circostanze, esisteva un vero tariffario, stabilito in percentuale all’ “affare” da realizzare.

Mani pulite, tuttavia, non si si rivelò la strategia migliore, sia per il lassismo causato dalle prescrizioni e dalle assoluzioni, sia perché non si era ancora capito che per prima di combattere la mafia e la corruzione fuori di noi dobbiamo imparare a combatterla ‘dentro’ di noi. E la rettitudine e il senso di giustizia dobbiamo innanzitutto insegnarlo alle nostre giovani generazioni.

Dunque, un momento di riflessione, di analisi e di confronto sui temi, che sono alla base della società civile, ripercorrendo momenti basici della storia italiana.

Riflessioni che scaturiscono anche nell’ultimo libro di Gherardo Colombo, dal titolo “Lettera a mio figlio su Mani Pulite” (Garzanti). Il Libro è l’occasione per ricostruire una stagione controversa consegnata ormai alla storia della nostra nazione, e da quello slancio urgente di Giustizia ripartire per trovare soluzioni efficaci a problemi che sembrano ancora tragicamente attuali.

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