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Festival della Canzone Italiana: a 24 ore dall’inizio, la parola ai sanremesi

Insomma ci aspettiamo tutti un Festival di talento, soprattutto i giovani. Conclusioni ulteriori? Al Dopo Festival...

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Sanremo. Manca solo un giorno al Festival di Sanremo, ma già la città è in fermento da tanto tempo, le strade sono già affollate, i cantanti hanno voglia di esibirsi, via Matteotti è già invasa di turisti e ragazzi per gli autografi. Il famoso tappetto rosso è già steso davanti all’Ariston, i conduttori Gabriel Garko, Virginia Raffaele, Madalina Ghenea e Carlo conti sono già carichi.

Ma i sanremesi cosa si aspettano dal festival di quest’anno? Sono tutti entusiasti oppure no?

Un professore del liceo “Amoretti di Sanremo”, Fabrizio Prisco dice: “spero che sia divertente e che possa servire anche a movimentare nella giusta maniera la nostra città, Sono contento che ci sia di nuovo un palco per eventi in piazza Colombo, che ci sia di nuovo il Dopofestival e che ci sia il Sanremo Streetfood a Porto Sole.”

A non tutti può piacere il festival, perché alla fine secondo alcuni l’Ariston ha perso il fascino di un tempo, come sostiene Francesco Ciccone: “un fallimento via via progressivo negli anni. Mi ricordo di quand’ero più piccolo che le strade erano letteralmente invase dalle persone per un misero autografo ma negli ultimi tempi a malapena tre ragazzine urlanti ed un vecchietto. Niente di più. Mi aspetto il solito Festival nel quale dovrà vincere chi fa più comodo. Oltretutto ho ritenuto e ritengo tutt’ora vergognosa la notizia riguardo Gabriel Garko: tutti preoccupati per la sua salute ma niente per la povera signora morta. Ma finché può condurre il Festival allora va tutto bene e questo non mi va giù. Ribadisco che non mi aspetto nulla, neanche a livello qualitativo”.

C’è anche chi magari è un po’ scettico non per le canzoni ma per altro, come per esempio Mario Hamzaj uno studente lavoratore che afferma: “in generale il Festival è un periodo dove la città riaffiora, cambia un po’ faccia per dimostrarsi più bella possibile. Il Festival è sinonimo di festa, di uscite per il centro in cerca di qualche notorietà; è innegabile che porti allegria e vita ma una nota negativa forse è il fatto che ad ogni Festival che passa non ci si interessa sui diretti protagonisti cantanti ma sugli ospiti.

La musica di per sé, – prosegue – soprattutto nei giovani passa in secondo piano agli inizi del evento, poi per fortuna quando si vive il Festival la gente viene coinvolta e la musica diventa principale protagonista.

Sulla musica in se, non voglio esprimermi molto in merito, cambia stile, cambia sfumature, tematiche a seconda delle generazioni. Dal punto di vista economico e finanziario, è evidente che il Festival porta dei grandi benefici, visto l’afflusso di gente.”

Insomma ci aspettiamo tutti un Festival di talento, soprattutto i giovani. Conclusioni ulteriori? Al Dopo Festival…

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