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Dagli albori dei diritti degli omosessuali al DDL Cirinnà, la prima volta a Sanremo nel 1972

"Psichiatri, ficcatevi i vostri elettrodi nei vostri cervelli"

Sanremo. In questi ultimi giorni si fa un gran parlare della condizione degli omosessuali in Italia o meglio dei loro diritti. Dopo il via libera del Senato al ddl Cirinnà sulle Unioni Civili, in attesa che passi alla Camera, l’opinione pubblica nazionale rimane comunque divisa sul tema.

La stessa Senatrice Monica Cirinnà nel suo intervento alla Camera ha affermato su questa vera e propria rivoluzione sociale:

“Oggi l’Italia apre una nuova pagina del Diritto di famiglia, portando  diritti a  tutte quelle coppie formate da persone dello stesso sesso che già esistono per la società ma non agli occhi del Diritto.

Penso ai due milioni e mezzo di cittadini italiani che hanno scelto di intraprendere un percorso di vita in coppia senza sposarsi o unirsi civilmente:, coppie di fatto cui questa legge riconoscerà finalmente dignità e diritti.

L’italia non sarà più ultima in tema di diritti civili.

Un buon risultato ma solo un primo traguardo, altri ne dovremo superare con lo stesso impegno e la stessa determinazione…”

Ebbene dopo anni l’Italia, al pari di altre nazioni europee, potrà finalmente avere una legge a tema. Ma questo percorso sociale di rivendicazione dei diritti e legislativo da dove parte? Parte proprio da Sanremo, visto che 5 il aprile 1972 il CIS, Centro Italiano di Sessuologia, diede il via ai lavori del 1^ Congresso internazionale di Sessuologia sul tema “Comportamenti devianti della sessualità umana” negli ambienti del Casinò di Sanremo.

Il CIS era nato nel 1959, e, proponeva un approccio alla sessualità all’avanguardia per l’epoca, con attenzione alle novità nel dibattito che venivano dalla scienza medica e psichiatrica ma con una prospettiva ancorata all’antropologia cattolica.

Insomma un convegno dove si consigliava di fare uso della lobotomia per curare l’omosessualità, oppure dell’ipnosi. I movimenti gay dell’epoca si recarono in massa a Sanremo per manifestare il loro no alle affermazioni fatte al convegno.

Il F.U.O.R.I. (Fronte unitario omosessuale rivoluzionario Italiano) si presentò davanti la porta teatro della casa da gioco matuziana accogliendo i delegati del convegno con manifesti, volantini e cartelli con su scritto “Psichiatri, siamo venuti a curarvi”, “Psichiatri, ficcatevi i vostri elettrodi nei vostri cervelli”, “La normalità non esiste”, “Primo e ultimo congresso di sessuofobia” e così via.

Erano circa quaranta i contestatori consci del fatto che stavano compiendo un gesto storico che ha aperto le porte a tutta quella serie di discussioni, riforme e tanto altro ancora sul tema dell’omosessualità.

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