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Caso Agnesi, la proposta lanciata da Pietro Mannoni

Dichiarazioni del Segretario provinciale PD a proposito della vicenda Agnesi

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Imperia. “La vicenda Agnesi sembra giungere al triste epilogo , che nessuno avrebbe voluto. La proprietà ha annunciato la chiusura per il 31 dicembre dell’anno in corso. Sono stati quindi vani i numerosi passaggi istituzionali al ministero ed in regione.

L’imprenditore Colussi tira dritto per la sua strada fatta di ristrutturazioni aziendali, che non tengono conto della storia e delle esigenze lavorative del territorio; della crisi degli ultimi anni e delle economie di scala ne fanno, quindi, le spese le persone in carne ed ossa”.

“È evidente che un passaggio di tal natura non dovrà lasciare indifferenti” – dichiara il Segretario provinciale PD Pietro Mannoni – “gli amministratori imperiesi, qualora il signor Colussi decidesse di insistere sulla variante al progetto ‘porta del mare’, dovranno rispondere in maniera decisa ed ovviamente negativa”.

“Detto questo ritengo di dover proseguire lanciando una proposta e non semplicemente esprimendo una vicinanza di maniera ai lavoratori e alle loro famiglie. Credo che sarebbe altamente positivo” – prosegue Mannoni - “se un gruppo di imprenditori della nostra città e della nostra regione decidessero di gettare il cuore oltre l’ostacolo e studiassero la modalità non per rilevare azienda e marchio Agnesi (operazione economicamente non percorribile), bensì per aprire una nuova realtà imprenditoriale, avanzata tecnologicamente ed in un’area del nostro territorio maggiormente vocata agli insediamenti economici ed industriali.

In tal caso sarebbe possibile continuare a produrre pasta ed altri prodotti alimentari. Se di questa operazione facesse parte, oltre che gli imprenditori locali, qualche grande catena di distribuzione, il risultato sarebbe dietro l’angolo. Un’ipotesi di questo tipo non salverebbe il marchio, ma darebbe una prospettiva seria agli attuali lavoratori dell’Agnesi e vedrebbe nascere sul territorio della nostra provincia un moderno pastificio, con prospettive commerciali assai credibili.

Si tratta di un appello a quell’imprenditoria sana che, nel pieno rispetto dei ruoli, dovrebbe sempre avere come stella polare l’investimento teso a far crescere non solo gli utili, ma anche il territorio su cui si opera”.

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