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Il testo di Amen conquista la giuria che premia Francesco Gabbani foto

Un testo alla Battiato, che riportiamo integralmente, quello con cui il giovane artista ha partecipato al 66esimo Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte

Sanremo. Che non sarebbe passata inosservata c’era da aspettarselo: “Amen”, la canzone presentata da Francesco Gabbani, è un mix azzeccato di cattolicesimo e comunismo. Unendo l’avanti popolo della “Bandiera Rossa” a parole che paiono uscite direttamente dal Vangelo, il brano di Gabbani ha conquistato la giuria, stracciando la concorrenza.

Un testo alla Battiato, che riportiamo integralmente, quello con cui il giovane artista ha partecipato al 66esimo Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte.

Nato a Carrara nel 1982, Francesco Gabbani è un cantautore e polistrumentista che si avvicina alla tenera età di quattro anni al mondo della musica, di cui si innamora follemente.

 

Alla porta i barbari, nascondi provviste e spiccioli
sotto la coda, sotto la coda, sotto la coda.
E i trafficanti d’organi, e le razzie dei vandali
sono di moda, sono di moda, sono di moda.

Un visionario mistico all’università
mi disse l’utopia ci salverà.
Astemi in coma etilico per l’infelicità
la messa ormai é finita figli, andate in pace
cala il vento, nessun dissenso, di nuovo tutto tace.

E allora avanti popolo
che spera in un miracolo
elaboriamo il lutto con un Amen.
Dal ricco in look ascetico, al povero di spirito
dimentichiamo tutto con un Amen.

Il portamento atletico, il trattamento estetico
sono di moda, sono di moda, sempre di moda.
Ho l’abito del monaco, la barba del filosofo
muovo la coda, muovo la coda, colpo di coda.

Gesù s’é fatto agnostico, i killer si convertono
qualcuno è già in odor di santità.
La folla in coda negli store dell’inutilità
l’offerta è già finita amici andate in pace
cala il vento, nessun dissenso, di nuovo tutto tace

E allora avanti popolo
che spera in un miracolo
elaboriamo il lutto con un Amen.
Dal ricco in look ascetico, al povero di spirito
dimentichiamo tutto con un Amen.

E l’uomo si addormentò e nel sogno creò il mondo
lì viveva in armonia con gli uccelli del cielo e i pesci del mare
la terra spontanea donava i suoi frutti in abbondanza
non v’era la guerra, la morte, la malattia, la sofferenza

poi si svegliò…

E allora avanti popolo
che spera in un miracolo
elaboriamo il lutto con un Amen.
Dal ricco in look ascetico, al povero di spirito
dimentichiamo tutto con un Amen.

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