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Rifiuti, rinnovo del contratto alla Tecknoservice, il commento di Grosso

"E allora noi rilanciamo al Sindaco l'idea della società pubblica"

Imperia. “Come capogruppo di Imperia Bene Comune – scrive Gianfranco Grosso – ho richiesto al Presidente del Consiglio la convocazione di un’apposita conferenza capigruppo per venerdì 5 febbraio ultimo scorso ove il Sindaco venisse a relazionare sull’avvenuto rinnovo del servizio di igiene ambientale alla ditta Tecknoservice. Dalla relazione del Sindaco risulta che attualmente il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti è stato prorogato sino al 30 giugno prossimo sempre con ordinanza, così come era stato affidato nel luglio 2015, senza alcun potenziamento della raccolta differenziata o miglioramento del sistema. Dunque, nonostante la costituzione del fantomatico gruppo di lavoro di stretta fiducia del Sindaco, presieduto dal capogruppo del Movimento 5 stelle Antonio Russo, e nonostante la normativa nazionale e regionale imponesse e imponga adeguate percentuali di raccolta differenziata che, se non raggiunte, sarebbero causa di penali considerevoli per il Comune e per i cittadini, nulla è stato progettato durante i primi sei mesi di incarico a Tecknoservice.

Questo significa che il primo semestre 2016 procederà con le carenze strutturali di raccolta dell’ultimo semestre 2015, con la raccolta differenziata intorno al 35 – 38% se va bene. Ma la mancata pianificazione nell’ultimo semestre 2015 di una sistema di raccolta improntato al “porta a porta” sarà causa di ulteriori ritardi, perché anche se l’Amministrazione ora corresse non riuscirebbe ad avere un progetto pronto ed efficace prima di luglio e non potrebbe quindi superare l’attuale sistema prima del 2017. Ciò significherà inevitabilmente essere gravati alla fine del 2016 del maggior costo di smaltimento imposto dalla Regione Liguria per il mancato recupero delle varie frazioni merceologiche (plastica, vetro, carta, organico, metalli) nelle percentuali imposte. Tutto questo significherà quindi che i cittadini pagheranno di più!

Il Sindaco – prosegue Grosso – in conferenza ci ha preannunciato che anche sulla scelta giuridica futura ci sono perplessità, perché non ritiene di avere finanze sufficienti per costituire una eventuale società in house (pubblica) cui affidare il servizio di igiene ambientale, pertanto molto probabilmente si ricorrerà ancora una volta ad affidare il servizio in appalto ad un privato.

Imperia Bene Comune un anno fa fu molto chiara in Consiglio Comunale: noi eravamo e siamo per la costituzione di una società pubblica. I vantaggi si possono così riassumere: a) facilità nel modificare il capitolato in corso di esecuzione, in quanto la società in house è un braccio operativo del comune e le eventuali modifiche del servizio non hanno riflessi giuridici sui rapporti tra committente e gestore dello stesso; b) superamento dell’utile di impresa, in quanto società pubblica, quindi maggiori possibilità di risparmi sul costo del servizio o di maggiori investimenti nel servizio stesso; c) sottrazione del Comune al mercato privato dei rifiuti, sicuramente poco limpido; d) maggiore facilità nel raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata e quindi minori oneri complessivi da spalmare sui cittadini.

Leggendo approfonditamente la relazione parlamentare d’inchiesta sulla situazione di legalità in materia di rifiuti in Liguria, uscita in questi giorni, mi pare sia molto chiaro come nella nostra regione, da Spezia sino a Ventimiglia, le problematiche principali di infiltrazioni malavitose negli anni sia derivata da una assoluta manchevolezza degli amministratori liguri nel perseguimento degli obiettivi di legge in materia di raccolta differenziata e più in generale degli obiettivi strategici del ciclo finale dei rifiuti, che ha consentito inevitabilmente lo sfruttamento prolungato delle discariche. Ancora, l’incapacità di rendersi autonomi dall’imprenditoria privata in materia e l’ostruzionismo becero e campanilistico di molti sindaci nell’osteggiare la creazione di bacini di affidamento più ampi, ultra comunali, maggiormente economici e razionali anche per una estensione della concorrenza di mercato, ha favorito zone grigie di imprenditoria oligarchica, che anziché migliorare la qualità dei servizi li ha peggiorati via via.

E allora noi rilanciamo al Sindaco l’idea della società pubblica, magari consortile, con altri comuni, per ampliare il bacino, ottimizzare le risorse e puntare dritti a qualità ed efficienza del servizio, perché ormai l’ambiente significa qualità della vita, tutela della salute e risparmio di risorse nel senso più ampio del termine. Un Comune capoluogo ha responsabilità maggiori nell’aggregazione del territorio circostante, perché su certi argomenti non ci si può più fermare sul portone di casa propria, una responsabilità cui non ci si può sottrarre in visone politica e amministrativa strategica.”

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