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Su Quinta Colonna i commercianti del Mercato Annonario difendono il “vigile in mutande” fotogallery

In collegamento dal Victory Morgana Bay sono intervenuti anche l’avv. Rovere e il segretario cittadino Lega Nord Tofi, che ha posto sotto accusa l’Amministrazione

Sanremo. I “furbetti del cartellino” sono di nuovo in primo piano. Dopo l’Arena di Giletti andata in onda ieri pomeriggio su Rai Uno, questa sera sono le telecamere del talk show politico Quinta Colonna a interessarsi del caso. Perché come ha detto il conduttore Paolo Del Debbio ad apertura di trasmissione, “sulla faccenda ne vengono fuori come funghi dopo la pioggia”.

Focus allora su Alberto Muraglia, a tutti oramai noto come “il vigile in mutande”, e sulla difesa da parte della moglie Adriana Silingardi. Durante il servizio la Silingardi ha dichiarato: “Quelle immagine in abiti succinti si riferiscono a giorni festivi in cui Alberto era solo reperibile. Al momento della chiamata, magari anche al mattino presto, si alzava, andava in tutta fretta a timbrare e poi tornava a vestirsi per scendere in strada a rimuovere le auto. Una volta è successo che con solo addosso le mutande è andato a fermare un ladro”.

Nello studio di Rete Quattro era anche presente il legale di Muraglia, l’Avv. Alberto Zoboli, che ha evidenziato: “Il mio cliente non è un assenteista, le stesse immagini, immagini sgradevoli, lo attestano, come del resto la documentazione già mostrata. Muraglia era custode sia del Mercato interno che esterno di Sanremo. Se la mattina prima dell’arrivo nel piazzale degli ambulanti, vedeva parcheggiate delle auto, procedeva nella rimozione ancora prima di entrare in servizio.”

A sostegno del vigile licenziato si è poi levata la voce di una delegazione di commercianti del Mercato Annonario. Macellai, panettieri, fruttivendoli che in collegamento dal salotto del Victory Morgana Bay hanno testimoniato la laboriosità e la presenza costante di Muraglia in tutti gli anni di servizio.

Il report di Quinta Colonna è così continuato fra le strade di Sanremo, riprendendo la rabbia e la vergogna di molti cittadini, nonché ascoltando il punto del Sindaco Alberto Biancheri: “Ad oggi la situazione è questa: 35 persone che erano agli arresti domiciliari ora sono state sospese, 8 hanno l’obbligo di firma, 75 l’avviso di garanzia, 80 invece non sono state raggiunte da nessuna misura cautelare o avviso di garanzia. Certamente non è tutto come trapela dalle immagini dei media. Immagini che fanno male alla città e a tutte quelle persone che ogni giorno svolgono onestamente il loro lavoro.

Successivamente l’attenzione si è spostata sulle parole dell’avv. Andrea Rovere, legale di Claudio Castagna, uno dei dipendenti licenziati: “In questo momento il mio cliente sta vivendo un particolare momento di disagio e sofferenza non tanto per l’imputazione ma per il suo grado di responsabilità nei confronti della figlia, la quale è stata tacciata di avere come padre un ladro.

Il collegamento si è concluso con l’intervento del segretario cittadino della Lega Nord, Vinicio Tofi che ha posto sotto accusa la spettacolarizzazione dei mass media e l’Amministrazione Comunale: “I comportamenti errati e riprovevoli che hanno coinvolto i dipendenti del Comune di Sanremo, si sono realizzati in un contesto generale che permetteva loro di fare quanto volevano. Non sono mai stati ripresi, ricevevano solo sorrisini e ammiccamenti. Le coscienze dormono come i politici che sono al potere, ma dobbiamo smettere di fare finta di niente.

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