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“Street Control” a Sanremo: multe con il rischio del ricorso?

Questo innovativo sistema infatti presenterebbe dei rischi, soprattutto dal punto di vista dei ricorsi da parte degli automobilisti

Sanremo. Anche nella città dei fiori è sbarcato lo “Street Control” un ennesimo “grande fratello” che dovrebbe aiutare la polizia municipale a sanzionare gli automobilisti indisciplinati, oltre a controllare se il mezzo è in regola con l’assicurazione o se risultasse rubato. Fin qui nulla da eccepire, anzi, uno strumento utile e importante ma non è tutto oro quel che luccica.

Questo innovativo sistema infatti presenterebbe dei rischi, soprattutto dal punto di vista dei ricorsi da parte degli automobilisti. Ossia i verbali redatti con lo “Street Control” sono validi solo ed esclusivamente se le telecamere poste sull’auto della polizia municipale riprendono il traffico a patto che l’agente verbalizzante verifichi con attenzione l’assenza sul mezzo del trasgressore. Se così non fosse la multa è illegittima in quanto, per espressa previsione di legge, l’agente è tenuto alla contestazione immediata. Quindi l’agente deve verificare che il trasgressore sia dentro il mezzo o nelle vicinanze.

E qui casca l’asino: c’è il rischio infatti che diverse multe vengano contestate e gli automobilisti facciano ricorso. A Roma ad esempio circa 50 mila multe sono state fatte con lo “Street Control” nel febbraio 2015 e tantissimi sono stati i ricorsi giunti sul tavolo del Prefetto della Capitale, da parte di diversi automobilisti che avevano l’auto in doppia fila ma erano dentro il mezzo o nelle vicinanze di esso.

Inoltre spiega il Ministero dei Trasporti che “la telecamera utilizzata dalla municipale non è altro che un ausilio di lavoro, che facilita l’acquisizione dei dati identificativi del veicolo; spetta poi all’agente garantire l’effettiva assenza del trasgressore, legittimando così la contestazione differita. Inoltre, se il sistema di rilevazione viene utilizzato direttamente dall’agente – che quindi rimane costantemente preposto al suo controllo – non serve alcun tipo di omologazione o approvazione, visto peraltro che il divieto di sosta non rientra tra le sanzioni che possono essere completamente automatizzate.”

Inoltre il sistema ha presentato delle falle: a Bari il servizio è stato sospeso per via di problematiche tecniche, mentre a Torino vennero elevate la prima sera dell’utilizzo ben 78 contravvenzioni indiscriminate.

Ma come funziona lo “Street Control”? Nel dettaglio, l’apparecchiatura, montata su un’auto della Polizia Municipale, consiste in una telecamera a infrarossi in grado di operare in qualsiasi condizioni atmosferica (notte, pioggia etc) e su un mezzo in transito fino ad una velocità di 50 chilometri all’ora. Street control è in grado di rilevare la targa del veicolo che viola le regole e la situazione ambientale circostante. Il dato, una volta convalidato dall’agente presente a bordo dell’auto dei vigili, viene memorizzato all’interno del Tablet, per il successivo invio alla banca dati dell’ufficio verbali e notifiche della Polizia Municipale. Individuato il proprietario del veicolo, responsabile della circolazione del mezzo come da codice della strada, il verbale di accertamento verrà notificato nei tempi di legge, con le procedure consuete.

Forse sarebbe stato opportuno fare un’indagine di mercato, visto che non c’è solo lo “Street Control” in circolazione come strumento per prendere in castagna gli automobilisti indisciplinati. Ci sono infatti altri strumenti che faciliterebbero il lavoro della polizia municipale ed escluderebbero i temuti ricorsi che per le casse dei comune di Sanremo sono ora un rischio concreto. A questo si aggiungono i costi che i cittadini dovranno sostenere per la notifica differita. 

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