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Proposta della Famija Sanremasca per la sistemazione dell’antica “Piazza delle Erbe”

La proposta della Famija tende a valorizzare al massimo, in chiave storica e in chiave turistica, uno dei siti cittadini che fu definito, nel 1995, in un articolo di Giuseppe Bellezza, dirigente della Soprintendenza regionale come “uno degli angoli più belli della Liguria”.

Sanremo. Una nuova sistemazione per uno degli angoli più antichi e affascinanti della città. E’ la proposta, scaturita dall’ultimo Consiglio Direttivo della Famija Sanremasca, per una definitiva sistemazione della zona di piazza Eroi Sanremesi, a ridosso della Concattedrale di San Siro – l’antica “piazza delle Erbe” della città – da poco liberata, con un’opportuna iniziativa dell’Amministrazione Comunale, dall’antiestetica ed ingombrante presenza dei chioschi per la vendita di fiori e altri generi.

La proposta della Famija tende a valorizzare al massimo, in chiave storica e in chiave turistica, uno dei siti cittadini che fu definito, nel 1995, in un articolo di Giuseppe Bellezza, dirigente della Soprintendenza regionale come “uno degli angoli più belli della Liguria”.

Una proposta molto semplice quella della Famija: spostare all’altezza dell’area fino a qualche tempo fa occupata dai chioschi i dehors dei locali (bar, ristoranti, etc.) che si trovano sia al pian terreno del’antica canonica di San Siro, sia sul lato opposto della piazza creando, quindi, un duplice passaggio, quello attuale sul lato mare della piazza e quello che verrebbe a formarsi attiguo alla Canonica in un’area liberata dai dehors che, attualmente, lo occupano.

“La proposta, che verrà inoltrata al Comune in forma ufficiale – spiega Leo Pippione, presidente della Famija Sanremasca – avrebbe lo scopo di evitare la creazione di uno spazio urbano inutilizzato come già accaduto in piazza Borea d’Olmo, di evitare usi impropri dell’area e, sul piano turistico, di valorizzare uno dei monumenti più prestigiosi e forse meno noti, sia ai turisti che ai sanremesi, della nostra città: proprio la Canonica di San Siro riportata recentemente all’antico splendore da un rigoroso restauro.

Ma si tratterebbe di rivalorizzare l’intera area. Percorrendo la piazza verso ovest turisti e sanremesi avrebbero davanti ai loro occhi uno straordinario insieme formato dalla canonica restaurata ma anche dal campanile e dalla con cattedrale di San Siro anch’essi appena riportati all’antico splendore dal restauro effettuato”.

Se storia e significato della Concattedrale di San Siro sono cosa nota, menpo nota è la storia della canonica.

L’edificio, costruito in stile romanico utilizzando pietre calcaree scure provenienti dalle cave di Verezzo, è databile agli inizi del Duecento e subì ampliamenti nei secoli XVI e XVII.

Un complesso che, per le sue caratteristiche, come sottolineò il prof. Nino Lamboglia presidente dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, ha un unico riscontro, come stile ed epoca di realizzazione, tra Liguria e Provenza nel palazzo vescovile di Frejus, in Francia.

Doverosa, quindi, la sua valorizzazione che dovrà anche essere evidenziata con un’adeguata ed efficace segnaletica.

Resta inteso che, come la Famija Saremasca ha già avuto modo di evidenziare con un intervento sul suo organo ufficiale A GARDIORA per completare, efficacemente, la sistemazione della piazza, sarà necessario arrivare ad una soluzione anche giuridica per liberare l’area anche dall’ultimo chiosco presente la cui ordinanza di demolizione è, per ora, sta sospesa dal Tar Liguria.

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