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PD: “Sbagliate le modifiche al testo unico del commercio della giunta Toti”

"Si eliminano tutti gli strumenti di tutela del territorio e del piccolo commercio, con l'unico risultato di aprire un'autostrada alla grande distribuzione"

Genova. Giovanni Lunardon e Juri Michelucci del Partito Democratico scrivono quanto segue:

“Si eliminano tutti gli strumenti di tutela del territorio e del piccolo commercio, con l’unico risultato di aprire un’autostrada alla grande distribuzione”. A dirlo sono i consiglieri regionali del Partito Democratico Giovanni Lunardon e Juri Michelucci a proposito della modifica al Testo Unico del Commercio portata oggi in Commissione della Giunta Toti.“Una modifica – sottolineano gli esponenti del Pd – che porterà a un’invasione di centri commerciali in un territorio molto fragile, in barba agli annunci dell’assessore Rixi in favore del piccolo commercio”. Lunardon e Michelucci ricordano anche che la nuova modifica al Testo Unico del Commercio ha ricevuto il voto contrario unanime del Cal “e – continuano i due consiglieri regionali – si capisce bene il perché. Questa modifica, infatti, espropria completamente i Comuni della possibilità di individuare le zone in cui insediare o meno i grandi centri commerciali ed è ancora una volta una norma centralistica e paternalistica, che colpisce nuovamente l’autonomia delle amministrazioni locali, soprattutto se letta in combinato disposto col Piano Casa laddove si prevede la possibilità di delocalizzare volumi anche in cambio di destinazione d’uso. La modifica al Testo Unico del Commercio – ribadiscono Lunardon e Michelucci – rischia di aprire indiscriminatamente le maglie delle rete commerciale alla media e grande distribuzione, senza che i Comuni possano dire una sola parola”. Scendendo nei dettagli i due esponenti del Pd aggiungono: “Che il provvedimento non sia volto al contenimento della grande distribuzione, ma al suo contrario lo dice il fatto che tra gli emendamenti proposti al Testo Unico del Commercio ve n’è uno che fa decadere il divieto di insediamento dei centri commerciali grandi e medi nelle zone di pregio prossime ai centri storici (dominate Struttura urbana qualificata e Immagine urbana). Tutto questo è avvenuto senza coinvolgere le associazioni dei commercianti e, come si è detto, con il parere contrario dei Comuni. Rixi, che questa mattina ha presentato il provvedimento – proseguono Lunardon e Michelucci – con una mano favorisce il piccolo commercio nelle aree interne, con l’altro rischia di fare un grosso favore alla grande distribuzione. Se si vuole difendere il piccolo commercio la via è un’altra: incentivare e diffondere i Patti d’area e usare la programmazione regionale sul commercio mettendo paletti e vincoli chiari senza intaccare il sacrosanto diritto dei Comuni a pianificare sul proprio territorio”.

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