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Nel progetto era tutto previsto, ma il mare nel letto del rio Borghetto fa paura foto

Le perplessità di Mauro Agosta e la replica del Vice Sindaco Massimiliano Bassi

Bordighera. “Non sono qua per lanciare maledizioni: è nel mio interesse che non succeda nulla e spero che mi vengano a dire “hai visto? Hai avuto paura per niente”.

Le forti mareggiate dei giorni scorsi hanno riempito il corso del rio Borghetto dell’acqua del mare: un fenomeno naturale che però spaventa chi vive e lavora in via Pasteur e nelle immediate vicinanze.
Come Mauro Agosta, noto e apprezzato meccanico della Città delle Palme, che proprio in via Pasteur ha la sua officina.
“Avevo espresso già dal primo incontro con gli amministratori le mie perplessità sull’abbassamento di un metro del letto del fiume”, dichiara Agosta, “E in effetti con l’ultima mareggiata un quinto della portata del rio Borghetto era occupato dal mare. Cosa sarebbe successo se l’evento si fosse verificato in concomitanza con forti piogge? Il fiume, qui, si riempie in un attimo. E se l’acqua non riesce a defluire perché incontra quella del mare, allora il livello si alza”.

La paura è tanta, nonostante le rassicurazioni: “Mi hanno spiegato che è tutto calcolato e che la forza del fiume in piena supera quella del mare”, continua il meccanico, “Ma l’altra volta c’erano le onde fin oltre l’officina. E siamo a più di 200 metri dalla battigia!”. Una forza, quella del mare, difficile da domare.

Ma gli studi effettuati dal Politecnico di Torino per il progetto dello scolmatore dicono il contrario: “Fin dall’inizio sapevamo che l’acqua del mare sarebbe potuta arrivare fin dopo il ponte di via Aldo Moro”, spiega il Vice Sindaco e Assessore ai Lavori Pubblici Massimiliano Bassi, “E’ tutto preventivato: i calcoli effettuati dagli ingegneri hanno dimostrato che la forza del fiume, scendendo verso il mare, respingerà le acque indietro”.

“Spero che sia così”, ribatte Mauro Agosta, per mesi presidente del comitato di quartiere i “Piani Forti”, nato durante i lavori sul rio Borghetto, “Spero di sbagliarmi io. Non sono un ingegnere idraulico, ma solo un cittadino che ha vissuto esperienze traumatiche durante le scorse alluvioni”.

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