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Crescita del settore commerciale in Liguria, l’intervento dell’ass. Rixi

“Dal 2012 a oggi +42mila metri quadri di grande distribuzione: nuove regole per invertire la deregulation, tutelare l’ambiente, i centri storici e la piccola attività”

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Genova. L’assessore allo Sviluppo economico a al Commercio Edoardo Rixi scrive quanto segue:

Mi lascia perplesso il fuoco di sbarramento sollevato contro le modifiche al testo unico del commercio che hanno come obiettivo una regolamentazione che freni il dilagare della grande distribuzione sul territorio, dando una visione d’insieme oggi assolutamente necessaria. Dal 2012, quando la Regione ha assunto un comportamento ‘pilatesco’ delegando le competenze ai Comuni, abbiamo assistito a un aumento esponenziale delle grandi superfici di vendita passate da 298 mila metri quadri ai 340 mila metri quadri del 2015, per altro in un regime di pressoché monopolio. Posso capire il Pd che si sta affannando, con critiche infondate, a difendere un ordine da lui stesso costituito: mi stupisce decisamente il Movimento 5 stelle che si sta allineando sulle sue posizioni”. Lo ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo economico e al Commercio Edoardo Rixi rispondendo a un’interrogazione in consiglio regionale presentata dal Movimento 5 Stelle in merito alle modifiche al testo unico sul Commercio. L’assessore Rixi ha inoltre ricordato alcuni dati sulla grande distribuzione. “Gli ipermercati – ha detto l’assessore Rixi – sono passati dai 9 del 2011 ai 13 del 2014, i supermercati da 211 a 250. È evidente che i Comuni avessero interesse a dare l’ok a nuove aperture per introitare legittimamente oneri di urbanizzazione, senza avere una visione d’insieme. Lo spirito delle modifiche al testo unico sul commercio è invertire questa tendenza, che ha ucciso il tessuto commerciale di molti quartieri, e dare regole, che saranno condivise con i Comuni e le associazioni di categoria, perché non si ripetano errori fatti negli ultimi anni, per esempio insediare grandi superfici di vendita in zone esondabili. Alla base della nuova disciplina c’è la tutela dell’ambiente e delle zone di pregio nei centri storici, la difesa del piccolo commercio e l’apertura a una vera e sana concorrenza che a breve termine consentirà l’aumento del potere d’acquisto da parte delle famiglie e, in prospettiva, sul medio e lungo termine, potrà determinare anche la riduzione delle grandi superfici di vendita”.

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