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Bordighera, mercato coperto: tra desolazione e novità foto

"Contro i grandi centri combattiamo con la qualità, ma non basta". Una risorsa potrebbe venire dall'apertura di nuovi uffici

Bordighera. Una terra desolata o un centro attivo e frequentato? Al mercato coperto di piazza Garibaldi ormai resistono in pochi, tra i quali in tanti hanno perso la speranza.
C’è chi ha chiuso e non è riuscito a vendere la licenza e chi addirittura, dopo aver vinto il bando per avere uno spazio, lascia l’attività ancora prima di iniziare.

“Non è un problema solo nostro”, sottolinea Adriano Garino, titolare di un banco storico che vende carne equina, “Il problema è di tutta la città, di tutta la zona. Ormai resistono solo i grandi centri commerciali e basta. Non possiamo competere con i loro prezzi e combattiamo con la qualità, ma non basta”.

I dati relativi agli accessi nel parcheggio interrato sotto al mercato coperto parlano di 4500 ingressi in sei mesi. Un dato che può sembrare impressionante, ma spalmandolo sui 180 giorni dimostra che a parcheggiare sono state solo 25 persone durante tutto l’orario di apertura. E non è nemmeno detto che tutte e 25 abbiano poi fatto acquisti all’interno del mercato: il sistema alla francese, con prima ora di sosta gratuita, adottato per il parcheggio, infatti, potrebbe invitare turisti e residenti ad utilizzarlo anche per commissioni diverse.

Con la speranza di portare sempre più persone al mercato coperto, l’amministrazione comunale sta lavorando per assegnare nuovi spazi al secondo piano dell’edificio: “Sono pervenute numerose richieste”, ha dichiarato l’Assessore al Bilancio Silvano Maccario, “A breve partiranno i nuovi bandi di gara per le assegnazioni, il primo dei quali riguarderà l’ex box prima occupato dall’Agenzia delle Entrate”.

Come prevede il regolamento, il piano superiore, che ad oggi ospita solo l’ufficio della Coldiretti, sarà destinato a fornire servizi per i cittadini e non avrà scopo commerciale.
“Ora decideremo se sarà il comune a costruire nuovi box per poi darli in affitto a terzi”, ha spiegato Maccario, “O se saranno i soggetti interessati a crearli, secondo standard prefissati, per poi scomputarne i costi dal canone di locazione”.

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