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Bordighera, all’Hotel Parigi per imparare il mestiere dell Sommelier foto

Organizzato dall'ASPI, il corso ha visto la partecipazione di un docente d'eccezione: Pier Sattanino

Bordighera. Ha preso il via oggi pomeriggio, il corso propedeutico di qualificazione professionale per Sommelier presso l’Hotel Parigi, sul lungomare Argentina.

Organizzato dall’ASPI (Associazione della Sommellerie Professionale Italiana), il corso ha visto la partecipazione di un docente d’eccezione: Pier Sattaninouno dei migliori Sommelier al mondo.

Originario di Asti, ma bordigotto d’azione, Sattanino è titolare dell’Hotel Parigi e del ristorante La Reserve. E’ stato lui, primo italiano nella storia, a vincere nel 1971 il campionato mondiale di Sommelier.
“Per fare questo mestiere”, ha esordito, “Bisogna avvicinarsi al vino con grande umiltà”.

La figura del Sommelier è sicuramente tra le più ricercate nel mondo lavorativo: preparato, colto e necessariamente poliglotta, il vero Sommelier deve saper curare in ogni aspetto il cliente.

Per raggiungere la qualifica di Sommelier bisogna seguire vari step: un primo corso propedeutico, come quello iniziato all’Hotel Parigi, che si concluderà con un esame dopo diciassette lezioni. E poi ancora un secondo corso, più impegnativo, che consente, a chi supera l’esame, di diventare Mastro Coppiere. Raggiunto questa prima qualifica, è poi necessario lavorare per almeno un anno: continuare a studiare, aggiornarsi, approfondire la conoscenza nel campo dell’enogastronomia e poi sostenere un esame internazionale in una lingua diversa dall’italiano, francese, inglese o spagnolo.

“Come in tutti i mestieri bisogna passare attraverso sacrifici e, soprattutto, non scoraggiarsi mai”, spiega Sattanino, “Chi pensa di diventare Sommelier dall’oggi al domani si sbaglia: è un mestiere che richiede tempo e dedizione per essere appreso”.

E grazie ai corsi dell’ASPI, unica delle associazioni italiane aderente all’ASI (Association de la Sommellerie Internationale) viene data ai giovani la possibilità di intraprendere una professione ricca di sbocchi lavorativi e che può dare grande prestigio internazionale.

Ma cosa significa essere Sommelier? Non è facile rispondere a questa domanda, ma di certo non basta conoscere il vino. “Gli aspetti da curare sono tanti”, dichiara il pluripremiato professionista, “Bisogna conoscere la cucina internazionale, per saper abbinare i vini ai piatti. Ma anche la cultura di ciò che avviene nelle cantine è fondamentale”. Bisogna poi prestare attenzione al servizio, presentare al meglio il prodotto, aggiornarsi sempre su quelle che sono le novità dei vini nel mondo. “Ed è fondamentale non essere astemi”, sottolinea.

Oltre al vino, poi, bisogna conoscere le bevande nervine, come il caffè: “Rappresenta la fine di un pasto”, spiega Sattanino, “E’ importantissimo saperlo fare bene per non rovinare un pranzo o una cena”.
Il Sommelier conosce anche le acque, le birre, i distillati. Ma deve essere preparato anche sui sigari, ai quali si possono abbinare liquori o vini speciali.

Un mestiere affascinante, dunque, che può portare soddisfazioni non indifferenti, sia in Italia che all’estero, offrendo una possibilità ai tanti giovani che cercano un lavoro.

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