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Arma di Taggia, comunità sconvolta per la morte di Marcello Ruggi

“Si è sempre dedicato al ciclismo – raccontano gli amici – ed era pazzo per la sua nipotina avuta da pochi anni. Una persona sempre disponibile e generosa”

Taggia. La notizia della morte di Marcello Ruggi è stata un fulmine a ciel sereno.

La comunità di Arma è rimasta sconvolta e c’è chi ancora oggi è incredulo.

Ruggi, molto conosciuto in Paese dove viveva con la moglie, si è sempre dedicato alla sua più grande passione: il ciclismo.

La stessa passione che proprio ieri come spesso faceva, lo ha fatto salire per l’ultima volta sulla sella della sua inseparabile bicicletta.

Ieri mattina era andato insieme ad un amico a fare un giro in bici ma sulla via del ritorno Ruggi, colpito da un malore, è caduto rovinosamente a terra.

La corsa in Ospedale a Sanremo e il successivo trasferimento al Santa Corona, non sono serviti a salvare Marcello. Le sue condizioni erano apparse fin da subito gravi.

Ben voluto da tutti, descritto dai suoi ragazzi come un grande maestro, amico e padre.

“Si è sempre dedicato al ciclismo – raccontano gli amici – ed era pazzo per la sua nipotina avuta da pochi anni. Una persona sempre disponibile e generosa”.

In queste ore sono tantissimi i messaggi di cordoglio scritti sulla sua pagina Facebook da amici e atleti.

“Un grande DS e una bellissima persona…mi porterò per sempre dentro la tua positività, gli insegnamenti e la passione per lo sport che trasmettevi ad ognuno di noi”, “Durante tutto il mio percorso ciclistico sei la persona che mi ha dato più fiducia di tutti, quella con cui ho raggiunto i miei risultati migliori, quella con i ricordi più belli e le risate più forti. Ti ho voluto e ti vorrò sempre bene” e ancora “Con te ho imparato cosa volesse dire davvero correre in bici… per tre anni ti sei preso cura di me e della squadra come fossimo una famiglia… ci hai portato a correre per l’Italia.. ci hai portato in vacanza a conoscere la tua famiglia…quanto ci hai fatto divertire… sono stati gli anni più belli della mia adolescenza e lo devo solo a te.”

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