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Diano San Pietro “Il paese della testimonianza”

”Ora e sempre per la testimonianza”

Diano San Pietro. “Anche quest’anno il nostro Comune – afferma il sindaco di Diano San PietroClaudio Mucilli – si è impegnato per commemorare il Giorno della Memoria, ricordare perché non accada mai più.

Purtroppo gli eventi mondiali, la violenza che ci circonda, sembrano rendere vane queste parole, ma sono forse questi simboli che devono essere strenuamente difesi, questi i gesti che debbono lasciare un segno per chi proseguirà il futuro. La scelta di questa Amministrazione è il voler far diventare Diano San Pietro “Il paese della testimonianza”, in questa direzione sono state realizzate tutte le iniziative che sono entrate a far parte della “Rassegna Pillole di Saggezza”, uno sguardo al di là del nostro orizzonte, dal passato al presente purtroppo drammatico. Il Giorno della Memoria rappresenta per questa piccola comunità, un evento epocale. Tante le Istituzioni, le Fondazioni ed Associazioni che si sono unite al progetto di questa cerimonia. Diano San Pietro si è visto concedere il Patrocinio dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, poiché l’evento risulta in sintonia con i valori espressi dall’UNESCO.A questa fondamentale Istituzione si sono affiancate il Ministero della Giustizia, la Regione Liguria, unitamente agli altri 28 patrocini concessi, doveroso ricordare le Madri de Plaza de Mayo Linea Fundadora, la Fundacion Memoria Historica y Social Argentina e la Fondacion Familiares de Desaparecidos Judios en Argentina, la Comunità ebraica di Genova e le numerose Fondazioni Ebraiche, Partigiane, dei Reduci e dei Civili delle Guerre che hanno risposto da tutta Italia. Nuovamente l’appoggio è stato importante dalle associazioni che si occupano di Diritti Umani, che lottano per la Giustizia e la Verità. Anche la presenza ligure è stata rilevante, a partire dalle Istituzioni legate all’America Latina, agli Enti che testimoniano la Resistenza e le Vittime delle Guerre. L’appoggio si è tradotto in un abbraccio alle vittime di due genocidi: l’olocausto nazifascista, una delle pagine orrende della nostra storia, e la dittatura civico-militare argentina del 1976-1983, una vergogna che nella volontà di menti perverse si cercava di nascondere…”secondo la teoria del terrore se non ci sono i corpi non esiste il reato”.

Diano San Pietro dedicherà una piazza ed una scultura donata dal gruppo S.A.D.A. unitosi appositamente per realizzare questo evento, alla memoria di “Ettore Felice Camerino e Franca Jarach”,erano il nonno e la figlia di Vera Vigevani Jarach Madre de Plaza de Mayo Linea Fundadora, vittime della Shoah e desaparecidas della dittatura argentina. Il 30 gennaio, Vera presenzierà a questa inaugurazione e porterà la sua testimonianza per il “Nunca Mas Silencio”,perché solo attraverso la diffusione e l’insegnamento si possono avere gli strumenti per poter affrontare e riconoscere eventi che cercano di sopraffare ed annientare la dignità umana. Per non poter dire io non sapevo e non volevo vedere. Quello che è successo nei campi di concentramento si è ripetuto 30 anni dopo sulla pelle di una generazione di 30.000 desaparecidos, purtroppo la storia si ripete ed i genocidi si perpetrano ancora oggi. Proteste, lotte, processi e testimonianze hanno permesso il formarsi della Verità Storica, oggi è compito nostro mantenere viva la memoria e battersi affinché l’oblio non inghiotta chi ha perso la vita da vittima innocente, chi ha dato la propria vita per un ideale e non abbia rinunciato al proprio futuro invano.

Il Comune di Diano San Pietro ringrazia tutti coloro che si sono resi disponibili affinché questa giornata passi alla Storia, soprattutto per la realtà di un piccolo comune della Liguria, in particolar modo un sentito ringraziamento doveroso, al Ministro On. Orlando per la sensibilità con cui ha accolto la nostra manifestazione. Veder realizzato il sogno di avere tra di noi una Madre di Plaza de Mayo si è avverato grazie alla collaborazione con l’Associazione 24marzo Onlus, la quale si occupa di far conoscere la loro storia, quella delle Madri, quella dei desaparecidos e quella dei sopravvissuti che possono raccontare in prima persona l’orrore che è stato. Lottano per una giustizia postuma, ma che giustizia ci sia, non un indulto che legittima chi ha massacrato una gioventù a trincerarsi dietro ad una “Obediencia Debida”.Donne che hanno lottato per conoscere il destino dei loro figli. Le Madri ed i sopravvissuti si sono sostituiti allo Stato nel compito di ricostruzione, custodia e difesa della Memoria. Hanno sempre rifiutato tutte le forme di memoria ufficiale, di memoria senza giustizia e di memoria con impunità legittimate dallo Stato.

Sono memorie che tuttora bruciano, non si può capire o non si vuole capire come sia stato possibile lo scatenarsi di una tempesta di barbarie politica, razziale ed idealistica che abbia portato ai genocidi.

70 anni fa, 40 anni fa ,oggi .

“Gli scopi di vita sono la difesa ottima contro la morte: non solo in Lager:” così scriveva Primo Levi.

Noi possiamo solo rispondere: ”Ora e sempre per la testimonianza”.”

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