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Ecco il testo dell’interrogazione parlamentare alla Camera del Pd sul peschereccio “Mina”

On.li Mario Tullo, Massimo Fiorio, Ferrari, Ferro, Fiano, Stumpo, Ermini, Venittelli, Mariani, Giacobbe, Carocci, Basso, Vazio

Al Ministro degli Esteri

Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

Al Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali

 

in data 14 gennaio 2016 la Guardia Costiera francese ha sequestrato un peschereccio italiano (denominato “Mina”) a largo tra Ventimiglia e Mentone trainandolo nel porto di Nizza con l’accusa, riportano fonti di stampa, di aver pescato gamberi in acque territoriali francesi. Sempre secondo gli organi di informazione le autorità italiane non sarebbero state preventivamente avvertite e all’equipaggio sarebbe stato impedito anche di comunicare con le rispettive famiglie;

secondo l’equipaggio della “Mina” e le autorità portuali italiane (il particolare la Direzione marittima della Liguria) il peschereccio avrebbe condotto invece l’attività della pesca in acque territoriali italiane;

è emerso, sempre da fonti stampa, che l’azione della Guardia Costiera francese sarebbe stata intrapresa a seguito all’accordo bilaterale Italia e Francia del 21 marzo 2015 dove sono stati rivisti i confini marittimi delle due nazioni;

tale accordo non è comunque ancora in vigore perché non ancora ratificato dal Parlamento italiano;

tale accordo, secondo le amministrazioni territoriali e le associazioni di categoria, sarebbe notevolmente peggiorativo per l’intero sistema della pesca italiana, ed in particolare della Liguria, in quanto cederebbe allo stato francese la celebre “fossa del cimitero” attualmente in acque italiane ricchissima di pesce pregiato e gamberi rossi.

Quali sono i contenuti all’accordo bilaterale Italia e Francia del 21 marzo 2015 citato in premessa, quali sono le motivazioni che hanno portato alla definizione del documento, quali sono stati gli enti territoriali coinvolti nella sua stesura e quali le ricadute positive nel sistema economico, sociale ed occupazionale nazionale rispetto alle modifiche apportate;

perché tale atto non è stato ancora sottoposto all’esame del Parlamento;

se i ministeri competenti non ritengano necessario intraprendere iniziative urgenti, nelle sedi comunitarie ed internazionali competenti, per tutelare i cittadini italiani che esercitano l’attività della pesca, al fine di evitare che episodi come quello che ha coinvolto l’equipaggio della “Mina” possano ripetersi.

On.li Mario Tullo, Massimo Fiorio, Ferrari, Ferro, Fiano, Stumpo, Ermini, Venittelli, Mariani, Giacobbe, Carocci, Basso, Vazio

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