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Giovane migrante tenta il suicidio, salvato dalla polizia a Ponte San Luigi foto

L’Assistente di Polizia tentava con infinita calma e pazienza di far ragionare l’uomo

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Ventimiglia. Sarebbe sicuramente precipitato da quella ringhiera, facendo un volo di oltre 30 metri cui sarebbe seguita la morte , se un coraggioso poliziotto non l’avesse faticosamente tratto in salvo, rischiando egli stesso di cadere.

E’ accaduto due giorni fa: l’Assistente di Polizia Gianpaolo De Lucia, in servizio presso il Settore Polizia Frontiera di Ventimiglia, veniva allertato dalla Centrale operativa, che richiedeva l’intervento della pattuglia a Ponte San Luigi dove uno straniero minacciava il suicidio.

Giunti sul posto, gli Agenti diretto dal dr. Martino Santacroce , si trovavano davanti una scena inquietante: un giovane, tremante e agitato, aveva scavalcato la ringhiera di protezione sul ponte, parte francese; sotto di lui, un precipizio di oltre trenta metri. Sebbene lo stesso gridasse in una lingua sconosciuta, si immaginava quale fosse la sua intenzione: lasciarsi cadere affrontando inevitabilmente la morte. L’Assistente De Lucia, compresa la situazione, tentava immediatamente di avvicinarsi per stabilire una qualsivoglia forma di mediazione, cercando di parlargli in inglese ( lingua sufficientemente compresa dallo straniero), al fine di rasserenarlo. Apprendeva così che lo straniero M. F. Malik, afghano di 30 anni, era fuggito dal suo paese a causa dei gravi problemi nei quali versa, una famiglia poverissima che vive nel degrado più assoluto, l’impossibilità di aiutarli se non tentando di trovare un lavoro in Europa e la Francia quale speranza per un futuro migliore. Ma il sogno si era infranto all’atto del suo respingimento poiché non in regola coi documenti. Dichiarava di essere munito di passaporto rilasciato dalla sua Ambasciata a Roma e di aver presentato richiesta al fine di ottenere regolare permesso di soggiorno. A conferma di quanto diceva, lanciava i documenti in suo possesso facendo cadere nel vuoto la carta di identità.

L’Assistente di Polizia tentava con infinita calma e pazienza di far ragionare l’uomo, assicurandogli che avrebbero potuto discutere insieme con i colleghi francesi per trovare una soluzione; cercava di ottenerne la fiducia offrendo, unitamente al personale dell’Esercito in servizio di aggregazione alla Polizia di Frontiera, cibo e vestiario che l’uomo, caparbiamente, rifiutava.

Venivano allertati i Vigili del Fuoco ed il Soccorso medico francese mentre il Poliziotto, che aveva percepito i primi segni di cedimento, cercava di trovare il modo di avvicinarsi senza farlo ulteriormente innervosire.

Gli accertamenti nel frattempo svolti dalla centrale operativa della Polizia di Frontiera, permettevano di scoprire che la domanda di soggiorno per protezione sussidiaria, avanzata all’Ufficio Immigrazione di Roma (che gli avrebbe permesso la libera circolazione in Francia), era andata a buon fine. Proprio per tranquillizzare l’uomo, che minacciava di lasciarsi andare non appena qualcuno si avvicinava, l’Assistente De Lucia cercava di mostrargli prova di quanto appreso, esibendo una stampa dell’informativa e spiegandogli che sarebbe potuto andare alla Questura di Roma per ritirare il documento.

Il trentenne ormai esausto, spossato e in evidente principio di ipotermia, iniziava ad allentare la presa dalla ringhiera, respirando a fatica e socchiudendo gli occhi. Con scatto fulmineo, compresa la pericolosità e la gravità della situazione, senza esitare l’Assistente De Lucia raggiungeva lo straniero pochi istanti prima che cadesse di sotto, sporgendosi e rischiando a sua volta di precipitare, lo afferrava per un braccio e dalla cintura dei pantaloni mentre, con altrettanta rapidità gli fornivano valido aiuto , un vigile del fuoco francese e il Caporal Maggiore Capo Scelto dell’Esercito Italiano Francesco APRILE; insieme, con enorme fatica, riuscivano ad issarlo e ad adagiarlo, ormai privo di sensi, sul piano stradale del ponte riportandolo dall’altra parte della ringhiera. Dopo le primissime cure dei sanitari francesi, che lo rianimavano, veniva prontamente condotto all’Ospedale di Mentone (F).

Parole di apprezzamento sono giunte dal Direttore Interregionale della Polizia di Frontiera Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta dr. Domenico Savi, per l’encomiabile coraggio e le grandi doti professionali e umanitarie dimostrate dalla Polizia di Frontiera di Ventimiglia.

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