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Peschereccio sequestrato dai francesi, l’Ammiraglio Pettorino: “era in acque italiane” fotogallery video

Il militare era oggi pomeriggio in Capitaneria di Porto per incontrare una delegazione di pescatori matuziani

Sanremo. “Secondo gli accertamenti fatti sulla strumentazione di bordo e sul confine marittimo il “Mina” era dentro, seppur di qualche centinaio di metri le acque italiane“. A parlare è il Direttore Marittimo della Liguria, Contrammiraglio di C.P. Giovanni Pettorino, già comandante del porto di Sanremo dal 1989 al 1991.

Il militare era oggi pomeriggio in Capitaneria di Porto per incontrare una delegazione di pescatori matuziani.

La vicenda di cui si è parlato per una buona mezz’ora è quella del peschereccio italiano abbordato e poi sequestrato dalla Gendarmeria Marittima francese, al largo dei Balzi Rossi, venerdì 15 gennaio scorso, verso le 16. Secondo le autorità d’oltralpe la barca, che si trovava insieme al “Maria Grazia” impegnate entrambe nella pesca del gambero, aveva sconfinato. Inoltre, in Francia quel tipo di pesca (a strascico, su fondali di oltre 400 metri) è proibito.

Adesso il capitano del “Mina”, il sanremese Ciro Lobasso, dopo essere stato messo in stato di fermo dalla Gendarmeria (ora è libero) rischia, penale a parte, di sborsare una grossa cifra per reati (contestati dai francesi) come “pesca in acque non consentite” e danni ambientali. Intanto il peschereccio “mina” è ancora in stato di fermo nel porto di Nizza e, epr riaverlo, il pescatore in questione dovrà anche pagare una cauzione. Sembra che ciò avverrà tra la serata di oggi e domani a mezzogiorno, ma sono in corso trattative tra il legale di Lobasso e le autorità transalpine.

Il momento è difficile ma, come spiega lo stesso Ammiraglio, i colleghi di Lobasso: “stanno affrontando con grande serenità, pacatezza ,ma anche con grande determinazione”. Della vicenda si è interessato anche il Console italiano a Nizza. Sono impegnati anche tutti i ministeri competenti.

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