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Ventimiglia, replica di Silvia Alborno sull’articolo dell’incontro di mobilitazione per la salvaguardia delle palme

"Ringrazio per la recensione sulla conferenza che ha avuto luogo sabato 28 novembre nella Sala Consiliare della città, tuttavia..."

Ventimiglia. Silvia Alborno del Collettivo Mediterraneo scrive:

Ringrazio  per la recensione sull’incontro pubblico di mobilitazione per la salvaguardia delle palme, che ha avuto luogo sabato 28 novembre nella Sala Consiliare di Ventimiglia, con  grande soddisfazione di pubblico, relatori, organizzatori.

Desidero però smentire e chiedere la rettifica dell’ultima  affermazione , quando la giornalista scrive “il metodo dell’iniezione non è riconosciuto dalla comunità scientifica europea ” . È riconosciuto eccome. Mi chiedo infatti quale sia la fonte utilizzata dalla vostra collaboratrice…

Forse la giornalista non è riuscita a seguire fino in fondo l’incontro , quando Fréderic Ferrero ha annunciato la partenza imminente della strategia di lotta collettiva e integrata che prevede l’uso dell’endoterapia con l’emamectina benzoato, ( messa a punto da Michel  Ferry e Susi Gomez e autorizzata in modo permanente in Francia dal 2014)  in tutta  la Comunità di agglomerazione Var Esterel Mediterraneo; inoltre è stato proposto dallo stesso Ferrero, direttore per l’ambiente , sviluppo sostenibile e disinfestazioni per la CAVEM,  un progetto transfrontaliero, che ha come finalità l’eradicazione del punteruolo rosso, tramite la messa in rete e l’azione comune di numerosi comuni  della Riviera Italiana e Francese, con possibilità di accesso ai fondi europei.

Il punteruolo non ha confini.La tecnica dell’endoterapia con emamectina benzoato è inoltre già in atto da due anni in numerosi comuni del Var, tra cui Fréjus, Hyères-Les -Palmiers, Vence. E si sta diffondendo sempre più, visti i risultati positivi ottenuti.Inoltre , la strategia proposta da Michel Ferry è riconosciuta come la più efficace e consigliabile dall’INRA, Istituto nazionale per la Ricerca agronomica francese oltre che dalla principale federazione di associazioni ambientaliste ( France Nature Environnement ). Speriamo quindi in un risultato fattivo in tempi brevissimi, al fine di proteggere e salvare le palme monumento ancora in piedi.Gli amministratori ventimigliesi  sembrano infatti decisi a portare avanti, dopo aver seguito con grande attenzione e interesse gli interventi per tutta la durata dell’incontro, un’azione concreta nella prospettiva di messa in rete transfrontaliera proposta da Fréderic Ferrero.

Per quanto riguarda la replica del Sindaco di Bordighera Giacomo Pallanca, rispondoCredo che sia essenzialmente disinformato su evoluzioni e fatti avvenuti negli ultimi due anni, di cui si è parlato durante il convegno di ieri, anche perché non era presente, come non era presente nessun rappresentante dell’amministrazione Bordigotta.

Partendo dalla fine, quando chiede perché il “Signor Ferry  non attua il suo metodo in Francia” (il dott. Michel Ferry non si stanca di ripetere da sempre che non si tratta di focalizzare su metodo-tecnica-prodotto ma essenzialmente sulla “strategia di lotta collettiva”, senza la quale ogni sforzo è vano), ho già risposto sopra: da due anni in Francia è già operativo, e con successo,  in diversi comuni del Var (sorvolo sull’arroganza del tono) . Vedi articolo allegato.

Quando dice che il patrimonio di palme è a disposizione di tutti, rispondo : sopratutto a disposizione delle larve di punteruolo, basta guardarsi intorno.

Quando dice che il prodotto “non è stato autorizzato”, rispondo: il revive ha un’autorizzazione permanente francese che per regolamentazione EU estende la validità alla zona sud di Europa, Italia inclusa. Basterebbe un passaggio burocratico, tramite il riconoscimento reciproco delle autorizzazioni dei prodotti fitosanitari. Vedi regolamentazione allegata.

Ritengo che da quando la proposta INRA è stata presentata al sindaco nel dicembre 2013, non c’è stata la volontà politica di eseguire quel passaggio burocratico e dare così una chance alle palme monumentali di Bordighera di sopravvivere.
Ricordo che il punteruolo, come aveva due anni fa pronosticato Michel Ferry, si è già spostato sulle dattilifere, sta attaccando le palme storiche del beodo e quelle cittadine, con grave rischio di incolumità sulle persone e le cose .
Ricordo che stiamo sostenendo costi enormi solo per abbattere e che stiamo perdendo una risorsa patrimoniale e economica incommensurabile, oltre che un’identità socioculturale  che caratterizza il nostro territorio da oltre mille anni.
Basta andare a fare un giro al parco Winter per capire come vengono spesi i soldi pubblici : muretti, sentieri di argilla incompleti, gabinetti lasciati al l’abbandono , per accogliere chi? Il grande flusso internazionale di turisti che verranno a visitare un cimitero di grande varietà di palme lasciate ai focolai del punteruolo rosso, forse ..
E dire che il parco Winter doveva essere il primo terreno di sperimentazione con la lotta biologica (nematodi). Tra il dire e il fare.

Ultima notazione: credo che riferirsi a una referenza mondiale nel campo della lotta al punteruolo rosso, ricercatore INRA e perito FAO, quale è Michel Ferry, dicendo che “deve avere i titoli per dimostrare la sua competenza “, e che il sindaco non avrebbe messo  le palme cittadine a disposizione di chi “non ha alcuna autorizzazione per curarle” rilevi quanto meno di una certa ristrettezza di visione. Parole che stridono fortemente con la realtà. (Allego, a titolo preventivo, copia dell’ordine di missione rilasciato dall’INRA a Michel Ferry per il convegno di Ventimiglia, visto che in questi due anni ho continuato a sentire persone in varie  posizione di potere sostenere che il dottor Ferry fosse un millantatore e non appartenesse all’INRA).

Penso che tutta la cittadinanza avrebbe dovuto essere consultata nel dicembre 2013, come Pericle avrebbe fatto ad Atene. Ma ci rendiamo conto? 1500 palme avrebbero potuto essere salvate, o almeno avremmo fatto un tentativo,  a costo zero, nel caso non avesse funzionato. Cosa che non credo, visto gli attuali risultati. Bordighera, “Città delle palme” avrebbe potuto diventare polo di sperimentazioniLo ribadisco : Bordighera nel 2013 ha perso una grandissima opportunità .

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