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Ventimiglia, proposta da Cozzi Parodi una variante al progetto del porto: meno posti barca, ma imbarcazioni più grosse

Consigliere Malivindi: "Non c'è interesse pubblico"

Ventimiglia. È stata presentata nella commissione consigliare di oggi pomeriggio, la proposta di variante al progetto del porto.
Al posto di 380 imbarcazioni lunghe al massimo 40 metri, la società ha richiesto la possibilità di far entrare nell’approdo barche che raggiungano 60 metri di lunghezza. In questo caso, però, i posti per le imbarcazioni si ridurrebbero notevolmente: si parla di 200 barche in meno.
Mentre l’ingresso del porto andrebbe allargato rispetto a quanto previsto nel progetto iniziale.
“Ma che interesse ha Ventimiglia di approvare questa variante?”, si è chiesta la Consigliera Silvia Malivindi: “I turisti non viaggiano su chiatte lunghe 60 metri! Questa è la prova che l’approdo diventerebbe commerciale”.

“Non c’è interesse pubblico nella variante proposta dalla società”, ha continuato la Malivindi, “L’unico interesse è quello della Cozzi Parodi, che avrebbe più chance di vendere ai monegaschi. Così come è stato dichiarato in commissione”.

I lavori del porto sarebbero dovuti terminare entro lo scorso mese di marzo. Poi, con l’entrata in vigore del decreto Monti che ha prorogato di due anni la concessione per i cantieri, il termine di scadenza per la Cozzi Parodi, concessionaria da cinque anni, è slittato al marzo 2017.

“Anche se la concessione, di fatto, non è ancora scaduta”, ha spiegato la Consigliera, “Il Comune può chiedere la sua decadenza in quanto la società non ha mai rispettato il cronoprogramma dei lavori e, ad oggi, è di fatto inadempiente”.

Oltre alla modifica strutturale per consentire l’ingresso nel porto di imbarcazioni più grandi, approvando la variante, l’amministrazione comunale accetterebbe una modifica del cronoprogramma e i lavori potrebbero dunque protrarsi anche nel 2018.

La Consigliera M5S anticipa che porterà avanti la sua battaglia per far luce sulla questione: “Se davvero i monegaschi sono così intenzionati a comprare, perché non c’è nessun accordo scritto?”.

Il porto potrebbe restare un’altra incompiuta oppure essere completato per ospitare imbarcazioni da cantiere, che rischierebbero di rovinare il patrimonio floro-faunistico e paesaggistico della zona.

“Dobbiamo pensare anche a questo”, ha concluso la Malivindi, “Non solo agli interessi della società concessionaria”.

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