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Vallecrosia, Marco Scajola illustra il “piano casa” della regione Liguria foto

"Uno strumento utile, snello e che può dare lavoro", ha dichiarato l'Assessore

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Vallecrosia. L’Assessore regionale Marco Scajola ha illustrato, presso la sala del teatro Don Bosco, il piano casa presentato dalla Giunta Toti.
“Uno strumento utile, snello e che può dare lavoro”, ha dichiarato Scajola.
Nato nel 2009 da un’intesa apolitica di accordo tra Stato e Regioni, il piano casa è “uno strumento di legge fatto per il territorio, per andare incontro alla crisi nel settore dell’edilizia e dell’urbanistica”, ha spiegato l’Assessore regionale: “In Liguria, ricordiamolo, ci sono 4mila disoccupati in questo settore”.

Dopo aver toccato vari comuni italiani, sempre con l’intento di spiegare il piano caso, ma anche per ascoltare i cittadini, Scajola è tornato nella sua provincia d’origine.
Prima dell’illustrazione, e durante, non sono mancate le frecciatine lanciate alla vecchia amministrazione Burlando e all’attuale opposizione: “Siamo abituati a confrontarci con la cattiva informazione fatta da chi non ha accettato la scelta del 31 maggio”, ha dichiarato Scajola, “Ma il messaggio degli elettori è stato chiaro: hanno scelto noi perché volevano un cambiamento. L’immobilismo non paga nessuno, per questo servono scelte strategiche”.

Il piano casa tutt’ora in vigore scadrà il 31 dicembre, per questo la Giunta Toti ha ritenuto opportuno prendere ciò che di buono era già presente in esso e migliorare quello che, invece, non funzionava.
“Rispetto a quello attuale, abbiamo cercato di potenziarlo, migliorarlo e renderlo più snello”, ha detto Scajola, “Certo non è una panacea di tutti i mali, ma è un buon strumento che può funzionare”.

Per prima cosa via tutti i tecnicismi: “Lo devono capire tutti, soprattutto i cittadini più semplici. Pensando a questo strumento, io mi sono immedesimato in chi ha più difficoltà.
Le leggi regionali devono essere comprensibili a tutti. E questo vale, in special modo, per il piano casa: uno strumento fatto per tutti i cittadini. Il 15 dicembre verrà portato in consiglio per l’approvazione, ma abbiamo ancora tutto il tempo di migliorarlo con le vostre osservazioni e grazie al vostro aiuto”.

“Ci sono tentativi molto forti di fermare questo piano casa perché dà fastidio: quando le norme sono poche chiare e confuse qualcuno ci guadagna sempre. Ma noi vogliamo che siano comprensibili a tutti”, ha dichiarato Scajola.

Il piano casa inserito nei Puc comunali: questa la seconda importante novità dello strumento pensato dalla Giunta regionale: “Questo è il nostro obiettivo: superare il piano urbanistico e renderlo uno strumento inserito nei Puc dei comuni”.

Scajola ha poi voluto mettere i puntini sulle “i” sulla questione “colata di cemento”: “Si stanno dicendo in giro una valanga di palle: il piano casa non è nuova cementificazione, è ristrutturazione”.

Ristrutturazione e ampliamento: “Perché in Italia abbiamo una percentuale altissima di possessori di una prima casa (circa l’80%) ed è giusto che abbiano la possibilità di intervenire su di essa, ampliandola, se necessario, quando la famiglia si allarga”.

Piano casa permanente. Questo il terzo punto illustrato dall’Assessore che spiega: “Bisogna dare certezza di applicabilità a cittadini, imprese e comuni. Perché prima, quando il piano casa era temporaneo, questo diventava una specie di corda che si tirava da una parte e dall’altra in base al colore politico degli amministratori”.
La scelta, inoltre, consentirà alle persone di programmare i propri interventi, senza dover correre dietro alle leggi.

Altra novità: il piano casa sarà applicabile anche agli edifici condonati in quanto divenuti regolari a tutti gli effetti. “Ho combattuto su questo punto”, ha dichiarato Scajola, “Nel piano vigente non è così, ma questo è illegittimo. Per legge se tu hai fatto un condono edilizio, hai pagato e seguito un percorso, tu sei uguale agli altri. Nessuno ha mai fatto ricorso al TAR, ma lo avrebbe vinto”.

Sono mantenuti gli strumeni di controllo ambientale, la difesa del suolo e del paesaggio.
“Piano casa non significa anarchia urbanistica: rispetta le norme presenti. Non è che si costruisce ciò che vuole: è uno strumento che serve per riqualificare l’esistente e consentire, quando possibile, gli ampliamenti”.
Proprio l’ampliamento sarà aumentato dagli attuali 170 a 200 metri cubi in proporzione all’edificio esistente.
La possibilità di ampliamento o cambio d’uso è estesa anche alle pertinenze degli edifici esistenti che non superino 200 metri cubi.

“Vogliamo parlare della progettazione? Perché non possiamo liberarla anche da noi? Perché quelle imprese che vanno a realizzare cose belle in Francia non le facciamo restare anche in Italia?”, si è chiesto l’Assessore. E da questa sua riflessione si è deciso di abrogare le norme tecniche che contenevano limitazioni alla progettazione degli interventi.

Uno dei punti che ha suscitato maggiore indignazione nell’opposizione riguarda l’ampliamento degli edifici esistenti da riqualificare anche in tutti i parchi liguri.
“Nell’attuale piano casa, pochi lo sanno, ci sono già compresi tutti i parchi, pure quello delle Cinque Terre”, ha dichiarato Scajola. Nulla di nuovo, dunque, solo che si dà all’Ente Parco voce finale in capitolo: “Avrà l’ultima parola per decidere se attuare o meno l’intervento”.

La percentuale di ampliamento degli edifici da ricostruire è elevata dal 35% al 50% per quelli che si trovano in aree esondabili o in zona di frana e che sono ricostruiti in zone sicure.
“Abbiamo voluto dare un segnale forte”, Scajola ha motivato così la scelta, “A chi vive in zone pericolose e in questo modo è incentivato a spostarsi”.

In ultimo, un piccolo incentivo per tutti: i cittadini privati che vorranno intervenire per riqualificare e ampliare le loro abitazioni avranno uno sconto del 10% sui contributi da versare. Chi invece vorrà intervenire su attività produttive avrà una riduzione del 20%.

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