Riviera24.it - Notizie in tempo reale, news a Imperia e Sanremo di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Studenti del “Colombo” di Arma di Taggia sul Monte Pietravecchia foto

Il gruppo è partito da Colle Melosa

Taggia. Anche quest’anno gli studenti dell’Istituto “Colombo” di Arma di Taggia hanno partecipato ad uscite nel nostro territorio per calarsi nella bellezza dei Monti Liguri.

Nell’ambito del progetto “Alla scoperta delle Alpi Liguri”, ideato dal prof. Dario Daniele, già autore del libro “Le Alpi sul Mare” (Philobiblon Edizioni), gli studenti hanno potuto immergersi nei fantastici colori dell’autunno di una splendida e tiepida giornata di sole.

Presente anche il prof. Salvatore Fruet, appassionato di montagna ed esperto escursionista.

Il gruppo è partito da Colle Melosa e si è diretto sulla vetta del Monte Pietravecchia, affascinante cima alta 2.038 metri situata proprio di fronte al Monte Toraggio, certamente la vetta più significativa delle nostra montagne.

Una natura incantevole, ricca di pregi botanici unici al mondo. Ha impressionato una sorprendente tardiva fioritura di viole a metà novembre e a 2.000 metri di altitudine!
Rivolgiamo alcune domande al prof. Dario Daniele.

Professore, avete riproposto anche quest’anno questo originale progetto…
Dario Daniele: “Certamente, crediamo sia importante la conoscenza del nostro territorio. Ci siamo accorti che i ragazzi spesso ignorano che, a pochi minuti dalla costa, si nasconde un mondo bellissimo, quello delle nostre montagne e dei nostri paesi, uno scrigno di gioielli che impressionano i nostri alunni che mai avrebbero immaginato una realtà tanto bella e interessante a pochi passi da casa…”

Le Alpi Liguri hanno caratteristiche che le rendono uniche?
Dario Daniele: “Le Alpi Liguri godono di una particolare posizione geografica che ha comportato l’incontro di situazioni climatiche molto diverse tra loro e ha dato luogo alla convergenza di una rilevante biodiversità.
Caratteristica fondamentale delle Alpi Liguri è il diretto contatto e, a volte, la compenetrazione fra tipi di vegetazione appartenenti ad ambienti completamente diversi, quali quello mediterraneo e quello alpino. Altrove è difficilmente riscontrabile un fenomeno così singolare e di proporzioni così vaste come in questa parte della Liguria”.

Quindi nei nostri monti possiamo trovare specie endemiche e autentiche rarità?
Dario Daniele: “La flora locale è assolutamente straordinaria, essendo la zona caratterizzata da vegetazione di tipo mediterraneo alle quote inferiori e vegetazione tipicamente alpina (ma ancora affiancata da quella mediterranea) salendo via via di quota.

Il substrato geologico è di natura sedimentaria per lo più calcarea: flysch calcareo ad elmintoidi del Cretaceo superiore e calcari marnosi carsificabili, sempre di età cretacica. Rilevante la carsificazione con numerose grotte.

Alle quote più alte il paesaggio è tipicamente alpino con praterie e vasti boschi di larice con sottobosco di rododendro. Più in basso troviamo belle faggete e boschi di pino silvestre.
Scendendo ancora di quota troviamo bosco misto e castagneti, questi ultimi vicini ai centri abitati. Più in basso gli uliveti.

La vicinanza del mare consente la vita di specie mediterranee (quali cisti, timo, coris monspeliensis, ononis minutissima e così via) anche a quote molto elevate. Abbiamo pertanto un originale mix e compresenza di specie tipicamente alpine e mediterranee, come in nessun altro luogo delle Alpi. Inoltre questa eccezionale varietà floristica, grazie anche alla contiguità di microambienti assai diversi, è ulteriormente valorizzata da una straordinaria concentrazione di endemismi, quali: moehringia lebrunii, saxifraga cochlearis, phyteuma cordatum che crescono nelle fessure delle rupi, viola valderia e micromeria marginata su substrati detritici.”

Per quanto riguarda la fauna?
Dario Daniele: “La tipica fauna alpina è costituita dal camoscio, la marmotta, l’ermellino, la lepre alpina, la coturnice, il gallo forcello e la pernice bianca. Le pareti rocciose sono riparo per rapaci come l’aquila reale, lo sparviero, il biancone, il gheppio e l’albanella reale. Infine ricordo il corvo imperiale e il picchio muraiolo.”

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Riviera24.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.