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Servizi socio educativi in Liguria, il report di Save the Children

Save the Children ha studiato anche la poverta' relativa delle famiglie con figli, che in Liguria tocca un minore su sei (17,4%), il doppio che in Lombardia

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Liguria. In Liguria meno di un bambino su sei sotto i tre anni ha accesso a servizi socio-educativi e uno su tre ha il tempo pieno alla scuola primaria: il dato emerge dal rapporto di Save the Children Italia, ‘Sesto Atlante dell’Infanzia (a rischio)’, presentato in occasione della Giornata mondiale dell’infanzia del 20 novembre. Il rapporto va a scavare sui servizi scolastici scoprendo che in Liguria il 60,2% delle classi della scuola primaria non ha il tempo pieno, percentuale che sale nel savonese (76,2%) e a La Spezia (75,1%).

Passando al servizio mensa in Liguria manca ‘solo’ nel 29% degli istituti, un dato che pone la regione in buona posizione, ma i costi sono alti. Un pranzo a Genova costa 5,62 euro contro 3,44 a Milano (dato per una famiglia con un figlio e Isee di 25
mila euro), oltre il doppio di Roma (2,5 euro). I tagli ai servizi: i comuni liguri erogano in media 187 euro pro capite di spesa per famiglie e minori con un taglio del 4,6% nel 2011-12, quando la riduzione nazionale e’ stata del 3,4%: la media va dunque dai 239 euro nella provincia di Genova, ai 152 in quella di Savona, 153 a Imperia e 127 a La Spezia.

Save the Children ha studiato anche la poverta’ relativa delle famiglie con figli, che in Liguria tocca un minore su sei (17,4%), il doppio che in Lombardia. Poverta’ che si traduce per i minori del Nord nell’impossibilita’ di fare una vacanza di una settimana fuori di casa per un bambino su cinque, partecipare alla gita scolastica (1 su 12) e fare attivita’ fuori della scuola (1 su 8).

La ricerca ha indagato anche sulla percezione del rischio di infiltrazione mafiosa e malavita, scoprendo che la paura aleggia
soprattutto nelle famiglie con figli a Genova e Imperia. Infine Save the Children a livello locale ha seguito oltre 470 minori tra i 6 e i 16 anni in un centro a Sestri Ponente detto ‘Punto luce’ presso un circolo Uisp (Unione Italiana Sport per tutti). “I Punti Luce, cosi’ come altri coraggiosi progetti che abbiamo realizzato anche a Genova, dimostrano che c’e’ un’alternativa alla poverta’ e all’illegalita’ e che un cambiamento e’ possibile – dice il direttore generale Save the Children, Valerio Neri – e’ cruciale che il governo confermi il suo impegno approvando le misure di contrasto alla poverta’ minorile per la prima volta inserite nella legge di stabilita’.

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