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Rivieracqua: “i sindaci si ricordano dell’impegno preso con i propri concittadini?”

Lettera aperta a tutti i primi cittadini della provincia di Imperia per ribadire la scelta della gestione pubblica dell’acqua e l’esito referendario.

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Imperia. Sono giorni importanti per il futuro della gestione pubblica dell’acqua nell’ambito imperiese, ed il rispetto della volontà popolare espressa dai cittadini con il referendum sembra voglia essere rimesso in discussione.

Abbiamo percepito dal dibattito pubblico che ci sono forti pressioni affinché l’affidamento alla società pubblica in house Rivieracqua, sia stravolto allo scopo di salvaguardare in ogni modo le partecipazione dei soci privati nell’azienda o, addirittura, sostituire Rivieracqua con un gestore privato.

Come è IREN che, in questi mesi, è molto attiva per tentare di rientrare a gestire l’acqua nel nostro territorio. IREN, che molti profitti fa sulle spalle dei cittadini: a Genova, la società Mediterranea delle Acque – IREN ha accresciuto il suo Utile netto dall’11,7% nel 2010 al 36,2% nel 2014. Quando, secondo il referendum, i profitti dovevano andare a ZERO.

Rivieracqua ha bisogno di una presa di posizione chiara da parte dei soci che la compongono – ovvero le amministrazioni locali del comprensorio imperiese – per poter fare i passi importanti che l’attendono: quindi la liquidazione delle posizioni dei soci privati di Aiga, Amat e Acquedotto di Savona (di proprietà di IREN), che hanno perso tutti i ricorsi in sede amministrativa miranti la salvaguardia; e l’incorporamento delle gestioni in essere, compresa quella della società pubblica Amaie.

Non si può criticare il corso di Rivieracqua se poi i sindaci, che sulla stessa operano un controllo analogo a quello che esercitano sui propri uffici, non le danno indicazioni precise indirizzate verso la gestione totalmente pubblica. Anzi, mettendo in discussione lo stesso futuro di Rivieracqua e della gestione pubblica.

Mercoledì prossimo si riunirà il Consiglio provinciale che tratterà all’ordine del giorno la revoca delle delibere che fino ad oggi sono servite a rallentare il percorso di Rivieracqua, come quella che ipotizzava “un modello alternativo”, con Rivieracqua facente la funzione di coordinatore provinciale delle società miste pubblico-private in essere, che era stata approvata in luglio, sottoposta al parere dell’Authority: una scelta sconcertante e, probabilmente, illegittima.

Il Coordinamento imperiese per l’Acqua pubblica – CIMAP tornerà ad essere presente in ogni sede istituzionale quale organismo a tutela della scelta dei cittadini e per la difesa del diritto universale di accesso all’acqua.

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