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Nell’aula magna di Villa Magnolie gli studenti del Liceo “G.D. Cassini” hanno incontrato lo scrittore Maurizio De Giovanni

I temi affrontati hanno rimarcato il rapporto dell’autore con i suoi personaggi e le sue stori

Sanremo. “Toglietemi la scrittura, ma non il piacere della lettura”: questa è una delle frasi più significative del discorso di Maurizio De Giovanni, volta a sottolineare l’importanza della lettura.
Perché ancora oggi bisognerebbe preferire la lettura di un libro ai moderni mezzi di intrattenimento, quando mettersi davanti a uno schermo è molto più semplice e veloce?

Proprio perché semplice, la visione passiva di film e programmi televisivi provoca l’inibizione del pensiero critico e della fantasia e della creatività individuale, in favore di un pensiero computazionale, finalizzato all’omologazione delle persone ad un sistema che valuta le conoscenze in base al loro risvolto pratico.

L’unico modo per stimolare una presa di coscienza individuale che porti ad un efficace cambiamento di rotta della società, è incoraggiare la lettura, per quanto possa sembrare strano: l’atto di leggere allena “quel muscolo chiamato fantasia”. Infatti il lettore “svolge da solo i ruoli di regista, scenografo, sceneggiatore, produttore e unico spettatore” del libro che tiene fra le mani.

Per questa ragione, durante i suoi incontri con i giovani, Maurizio De Giovanni preferisce trattare del suo rapporto con la lettura, piuttosto che di quello con le sue storie.

Proprio dalla lettura e da un pizzico di casualità ha avuto inizio l’avventura letteraria dell’autore, che ha improvvisamente cambiato vita: da impiegato di banca si è ritrovato catapultato nel mondo della scrittura, avendo partecipato e vinto un concorso letterario che aveva sede proprio al Gambrinus, tradizionale bar di Napoli e palcoscenico di molte indagini del commissario Ricciardi.

È su questo personaggio e sulle sue vicende che si sono concentrati gli interventi di noi studenti.

I temi affrontati hanno rimarcato il rapporto dell’autore con i suoi personaggi e le sue storie: infatti quando gli è stato chiesto come mantenere la caratterizzazione dei personaggi ha risposto che “scrivere una storia è come svolgere un’espressione algebrica”, ovvero che una volta tracciata la situazione iniziale e definite le caratterizzazioni dei personaggi, il risultato finale prescinde dalla volontà dell’autore.

La forza della storia è fondamentale, ma ancora di più lo è il saper raccontare e coinvolgere emotivamente: come esempio ci ha regalato un racconto di impatto in onore della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, per riuscire a muovere delle emozioni su questo tema alle quali la cronaca ci ha ormai reso indifferenti.

L’autore ci ha lasciato con dei preziosi consigli per chiunque voglia tentare la carriera di scrittore basandosi sulla sua singolare esperienza: gli unici prerequisiti richiesti sono “leggere frequentemente e, soprattutto, avere una storia da raccontare”.

GLI SPETTATORI ENTUSIASTI

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