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Morte di Gabriel, negato il trasferimento in Lettonia per la Petersone

La ragazza dell'Est attualmente è rinchiusa nel carcere della Dozza a Bologna

Imperia. Il trasferimento in patria sarebbe stato negativo per il percorso educativo di Elizabete Petersone: per questo motivo la Procura generale di Genova ha accolto il ricorso del difensore, il penalista Savino Lupo, e ha deciso che la ragazza resterà in carcere a Bologna. Lo ha anticipato oggi La Stampa/Il Secolo XIX.

La giovane lettone, 26 anni, sta scontando la condanna definitiva a 16 anni per la morte del figlio Gabriel, deceduto per le botte ricevute a 17 mesi, nel 2009 a Imperia. È detenuta in Emilia dal 2012, dopo la pronuncia della Cassazione, che confermò la pena per lei e per il convivente, Paolo Arrigo, recluso a Imperia.

Il reato era maltrattamenti in famiglia seguito da morte e la ragazza rispondeva non dell’esecuzione materiale, ma del concorso. Da alcuni giorni era stata gettata nello sconforto dalla notifica di un atto del ministero della Giustizia: il suo Paese di origine aveva ottenuto che venisse consegnata, per scontare la pena in patria.

Petersone, però, si era trasferita in Italia nel 2008 e in Lettonia non ha ormai più legami. Nel carcere della Dozza a Bologna, invece, come sottolineato dal ricorso del difensore, stava compiendo un percorso rieducativo molto apprezzato.

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