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M5S: garanzia Giovani, il fondo (senza soldi) che prende in giro i giovani liguri

"Sulla carta. In realtà gli stage sono bloccati per mancanza di fondi, dal momento che i 27,2 milioni di euro ricevuti dal Ministero del Lavoro sono finiti anzitempo"

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Genova. Navigando sul sito della Regione Liguria, ai nostri under alla ricerca di un primo impiego viene venduta una grande speranza: grazie a “Garanzia Giovani” potranno accedere a stage di sei mesi pagati 500 euro. A far buon peso, si aggiunge che ogni iscritto riceverà un’offerta di lavoro entro 4 mesi dalla firma del patto.

Iniziativa meritoria. Sulla carta. In realtà gli stage sono bloccati per mancanza di fondi, dal momento che i 27,2 milioni di euro ricevuti dal Ministero del Lavoro sono finiti anzitempo. Ancora una volta si gioca sulla pelle dei nostri ragazzi e ragazze, alimentando speranze e illusioni che, alla prova dei fatti, si trasformano in incertezza, timori, dubbi. In una parola: precarietà. Alla quale ormai i giovani si sono tristemente abituati, in Liguria e non solo.

Noi, come MoVimento 5 Stelle, esigiamo che venga fatta al più presto chiarezza su come siano stati spesi questi milioni, visto che il numero di NEET (i ragazzi tra i 15 e i 24 anni non studiano, né lavorano) nella nostra regione continua a espandersi pericolosamente. Non abbiamo bisogno di spot o proclami, ma di un piano chiaro sulla gestione dei fondi, la loro durata e capacità. Se esistono degli incentivi per i giovani, che siano certi e fruibili. E vengano comunicati in modo pulito e trasparente, altrimenti si rischia solo di fare propaganda.

La nostra battaglia l’abbiamo già avviata a settembre con la proposta di Reddito di Cittadinanza, per ridisegnare il welfare ligure e dare un sostegno concreto alle 112mila persone che vivono attualmente al di sotto della soglia di povertà relativa (dati Istat). Le coperture – in questo caso si – ci sono: si trovano nei tagli ai costi della politica, nella lotta agli sprechi milionari, nella rinuncia ai privilegi. E allora si vedrà più chiaramente chi sta dalla parte dei liguri – giovani e meno giovani – e chi, invece, parteggia per la speculazione, la rendita, la cementificazione.

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