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Lotto 6: interviene il Giurista Ambientale sulla relazione della Regione Liguria

In data 2 novembre la Regione Liguria ha redatto una relazione sul rischio di impatto del cantiere della discarica sulla grotta e le specie habitat presenti.

Genova. Il Dipartimento Ambiente della Regione Liguria, dopo l’esposto del Consigliere Comunale del M5S Paola Arrigoni del 6 ottobre, ha inviato un consulente della Regione accompagnato da un funzionario della Provincia per un sopralluogo nella grotta vicina al Lotto 6, svoltosi in data 26 ottobre 2015.

In data 2 novembre la Regione Liguria ha redatto una relazione sul rischio di impatto del cantiere della discarica sulla grotta e le specie habitat presenti.

Il M5S ha inviato la relazione al Giurista Ambientale dottor Marco Grondacci che commenta:

“La relazione tende a minimizzare il rischio impatto dei lavori della realizzanda discarica sulla grotta e sulle specie protette presenti in essa.

Lo fa con affermazioni assolutamente non scientifiche come le seguenti:

l’impatto del cantiere sarà “quasi nullo” sic!
“è pertanto accertata la presenza di chirotteri, anche se dall’ispezione preliminare effettuata non è stato possibile rilevare la consistenza della popolazione”.
la grotta è stata ispezionata solo nel primo tratto perché più avanti è allagata”. Ovviamente la relazione non precisa che questo primo tratto riguarda solo poche decine di metri di entrata.

Premesso che, anche se fossero fondate le conclusioni della Regione, questa relazione arrivata molto in ritardo quando il cantiere è comunque stato avviato da tempo, per cui sarebbe comunque arrivata dopo la produzione del danno ambientale alla specie protetta (nella fattispecie i chirotteri) e alle grotta stessa che ricordiamo ai signori della Regione è comunque tutelabile in quanto tale ai sensi della legge regionale 39/2009.

Premesso quanto sopra aggiungo che questa Relazione non sana minimamente, ma anzi aggrava, la lacuna istruttoria sia al giudizio di VIA positivo della Regione che all’AIA della Provincia.

Infatti il fatto che la prevista discarica sia collocata in area contermine ad un SIC e ad una grotta con specie protette dalla direttiva Habitat non esclude aprioristicamente l’obbligo di presentare uno Studio di Incidenza da parte del committente dell’opera e di una relativa Valutazione di Incidenza dello stesso da parte della Regione Liguria: essendo il progetto di discarica in questione soggetto a VIA la competenza a rilasciare la Valutazione di Incidenza è della Regione ex articolo 9 legge regionale 28/2009.

Sul punto i documenti e gli atti formali della UE sono chiarissimi. Le linee guida della Commissione UE affermano che l’ Ambito Geografico di applicabilità della Valutazione di Incidenza ex paragrafo 3 articolo 6 della Direttiva 1992/43/CEE non riguarda piani e progetti concernenti esclusivamente il perimetro formale di un sito protetto ma prende anche in considerazione sviluppi al di fuori del sito, ma che possono avere incidenze significative su esso.

A conferma si veda Corte di Giustizia sentenza 10 gennaio 2006 causa C-98/03 che ha affermato come non si possa escludere a priori una Valutazione di Incidenza solo motivandola con il fatto che il progetto da valutare non rientra pienamente nel perimetro del sito Habitat:
“….
-omettendo di prevedere, per taluni progetti realizzati all’esterno di siti Habitat o di ambiti dove sono presenti specie Habitat, un esame obbligatorio dell’incidenza sul sito, indipendentemente dal punto se tali progetti possano avere un’incidenza significativa su una ZSC;

– permettendo emissioni in una ZSC indipendentemente dal punto se tali emissioni possano avere un’incidenza significativa su questa zona,

– escludendo dall’ambito di applicazione delle norme relative alla tutela delle specie alcuni pregiudizi non deliberati causati ad animali protetti…”

La suddetta sentenza della Corte di Giustizia così conclude: “in assenza di criteri scientificamente provati, che il governo tedesco non ha menzionato e che permetterebbero di escludere a priori che le emissioni toccanti un sito protetto ubicato all’esterno della zona di influenza dell’installazione interessata possono avere un’incidenza significativa su tale sito, il sistema posto in essere dal diritto nazionale nel settore in questione non è comunque idoneo a garantire che i progetti o piani relativi ad installazioni causanti emissioni che toccano siti protetti all’esterno della zona di influenza delle medesime non lederanno l’integrità dei siti interessati,”

La suddetta relazione non può compensare, con le sue due paginette piene più di opinioni che di valutazioni scientifiche, l’obbligo di uno Studio di Incidenza e della relativa Valutazione come previsto dalla legge. Obbligo che poteva essere esaurito all’interno sia dello Studio di Impatto Ambientale che nel giudizio di VIA finale.

Infatti, secondo le citate linee guida UE, nella valutazione di incidenza occorre innanzitutto dimostrare in maniera oggettiva e documentabile che:

non ci saranno effetti significativi su siti Natura 2000 (Livello I:Screening); o

non ci saranno effetti in grado di pregiudicare l’integrità di un sito Natura 2000(Livello II: valutazione appropriata); o

non esistono alternative al piano o progetto in grado di pregiudicare l’integrità di un sito Natura 2000 (Livello III: valutazione di soluzioni alternative); o

esistono misure compensative in grado di mantenere o incrementare la coerenza globale di Natura 2000 (Livello IV: valutazione delle misure compensative).

Non solo ma quanto sopra è ulteriormente precisato nell’allegato B alla DGR 328/2006 secondo il quale lo Studio di Incidenza deve contenere, tra l’altro, “descrizione quali-quantitativa e localizzativa degli habitat e delle specie faunistiche e floristiche per le quali i siti sono stati designati, della zona interessata dalla realizzazione dal progetto o dall’intervento e delle zone intorno ad essa (area vasta) che potrebbero subire effetti indotti,”.

Il Link alle note del Giurista Ambientale sul Lotto 6 http://notedimarcogrondacci.blogspot.it/2015/10/discarica-lotto-6-di-sanremo-una.html

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