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Liguria, dall’inizio dell’anno a oggi 2262 donne si sono rivolte ai centri antiviolenza

Ass. Cavo: “Molte non trovano il coraggio di chiedere aiuto”. I dati

Genova. In occasione della Giornata mondiale contro la violenza alle donne, l’assessore alle Pari opportunità Ilaria Cavo ha reso noto i numeri del fenomeno in Liguria.

Secondo le statistiche, in Regione la tipologia delle donne che si rivolge ai centri antiviolenza ha un’età compresa fra i 30 e i 49 anni e appartiene a tutte le condizioni sociali. Tendenzialmente su 1000 donne che denunciano violenza 700 sono italiane. La totalità delle violenze avviene da parte di partner, ex-partner, familiari.

Sono in crescita i casi di madri aggredite fisicamente e verbalmente dai figli e da gennaio a ottobre oltre 400 bambini e ragazzi hanno assistito a soprusi nei confronti delle loro madri tra le mura domestiche. Nei casi di maltrattamenti subiti dai figli le madri, nei colloqui, tendono a sminuire l’episodio per difendere i figli.

Le violenze subite possono essere di natura fisica con calci, pugni, schiaffi, spinte, tentativi di omicidio (554 casi), psicologica, con insulti, ricatti, minacce (703), sessuale (92), economica, con il controllo dello stipendio, l’impedimento a trovarsi un lavoro, truffe (238), legate a fenomeni di stalking e atti persecutori (86). Sono poche le donne che dichiarano di essere vittima di un unico genere di violenza.

Da un report dei centri antiviolenza della Liguria, le donne che dall’inizio dell’anno a oggi si sono rivolte a queste strutture sono 2262.

Ma la lotta contro il sopruso, e il silenzio, è in pieno atto. La Regione ha finanziato con 175 mila euro i sette centri antiviolenza territoriali. “Moltissime donne ancora non trovano il coraggio di chiedere aiuto”, afferma Cavo convinta che i finanziamenti assegnati ai centri antiviolenza debbano servire anche per la formazione degli operatori per intercettare il “sommerso” e gli abbandoni degli aiuti.

Perché la situazione è alquanto drammatica: circa la metà delle donne che si rivolgono ai centri antiviolenza, dopo un primo contatto telefonico rinunciano ai servizi offerti, per poi magari tornare dopo alcuni mesi, o addirittura anni. Sono 653 invece le donne che hanno partecipato ad almeno un colloquio di approfondimento, mentre quelle prese in carico totalmente dai centri antiviolenza sono 594.

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