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Le Breast Unit in Liguria per un approccio multidisciplinare nella prevenzione e nella cura del tumore al seno

Oggi convegno dell’assessorato alla Salute e Europa donna Italia a Genova

Genova. Secondo i dati della Rete oncologica ligure, nelle donne il carcinoma mammario corrisponde a circa il 25% delle diagnosi di tumore ed è anche la prima tra le cause di morte. L’incidenza è in crescita, mentre la mortalità è in riduzione grazie anche all’applicazione di programmi di screening e di terapie postoperatorie.

Ogni anno in Italia si stima che siano diagnosticati oltre 47 mila nuovi casi di tumore, circa 1.500 solo in Liguria.

A livello nazionale è previsto un incremento di nuovi casi: dai 44.000 del 2010, ai circa 49.000 del 2020, agli oltre 51.500 del 2030. Sono questi alcuni dei dati emersi oggi dal convegno organizzato al Teatro della Gioventù di Genova dall’assessorato alla sanità della Regione Liguria in collaborazione con Europa Donna Italia, associazione presente in 47 Paesi che da 20 anni si occupa di prevenzione e sensibilizzazione sulla cura del tumore al seno.

Il convegno ha posto in primo piano la creazione delle Breast Unit, la rete dei centri di senologia che puntano a un approccio integrato e multidisciplinare della malattia con il supporto di un team di professionisti in strutture con adeguata esperienza specifica e dotazioni tecnico–strumentali appropriate. “Come Regione Liguria – dichiara la vicepresidente e assessore regionale alla Salute Sonia Viale – abbiamo di recente definito, con apposita delibera approvata in giunta, i criteri per l’individuazione delle Breast Unit e tra questi un bacino minimo di 250 mila abitanti, almeno 150 interventi per struttura chirurgica e 50 per singolo operatore. In Liguria a breve avremo la costituzione delle Breast unit nel rispetto dei tempi previsti dall’Unione Europea”.

Il convegno si è articolato in tre fasi: la prima dedicata all’analisi dei dati epidemiologici e dei servizi offerti alla donna (diagnosi precoce, terapia, follow-up, normativa regionale) con interventi da parte delle istituzioni, la seconda con interventi della comunità scientifica e la terza con le esperienze delle associazioni e dei gruppi di volontariato presenti sul territorio.

“È molto importante l’apporto delle associazioni presenti sul territorio – ha detto Viale – sia nella prevenzione e quindi nella sensibilizzazione della popolazione femminile sul carcinoma mammario, sia nella presa in carico della paziente che nel centro senologico trova un’assistenza multidisciplinare su tutto il percorso, fino alla ricostruzione della mammella. Nella settimana della giornata mondiale contro la violenza sulle donne abbiamo voluto dare un segnale di attenzione al mondo femminile, un invito in più rivolto alle donne a prendersi cura di se stesse a partire dalla propria salute”.

Le Breast Unit hanno preso forma con l’intesa del 2014 tra Governo e Regioni che ha sancito l’impegno formale da parte delle Regioni di adeguarsi alle linee di indirizzo ministeriali sull’adozione del criterio di multidisciplinarietà per la cura del tumore al seno. L’intesa prevede, entro il 2016, la presenza dei centri multidisciplinari o Breast Unit su tutto il territorio nazionale, uno per ogni 250.000 abitanti.

“Siamo felici di aver trovato una buona disponibilità da parte dell’assessore alla Salute Viale nell’accelerare questo processo – ha sottolineato Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna – affinché anche in Liguria possano essere garantite cure di qualità per questa patologia che colpisce 1 donna su 8 nel corso della vita.

La grande partecipazione al convegno di oggi testimonia l’attenzione da parte delle donne a questa tematica. Siamo certe che la delibera approvata di recente dalla giunta regionale sia l’espressione dell’impegno, dell’attenzione e della disponibilità della Regione nel sostenere un approccio sempre più interdisciplinare alla cura, volto a garantire a tutte le pazienti del territorio il livello di qualità richiesto dagli standard europei”.

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