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Impianto provinciale, la posizione della minoranza di Taggia

Alcune notizie inerenti la richiesta di consiglio comunale presentata nella giornata di ieri dal nostro gruppo consiliare meritano un nostro approfondimento

Taggia. “Mentre il sindaco Genduso ha impiegato 4 anni a capire che il lotto 6 era evitabile, tempo probabilmente troppo lungo per evitarne la realizzazione, per comprendere che fosse necessaria una gestione pubblica dei rifiuti ha impiegato una sola giornata. Non possiamo che accogliere con favore questa ritrovata tempestiva lucidità.

Alcune notizie inerenti la richiesta di consiglio comunale presentata nella giornata di ieri dal nostro gruppo consiliare meritano un nostro approfondimento.

La nostra posizione di totale avversità nei confronti del lotto 6 e di come si sia sino ad oggi gestito il project dell’impianto unico dei Colli è cosa del tutto risaputa e comprovata dalla nostra azione amministrativa.

Altrettanto chiara è la nostra volontà di fermare con ogni mezzo lecito la realizzazione della nuova discarica a Collette Ozotto, anche mediante il ritiro della disponibilità del comune di Taggia ad ospitare l’impianto unico provinciale, come espresso nella mozione consiliare del mese scorso non accolta dalla maggioranza.

Oggi  prendiamo atto con soddisfazione che finalmente anche Genduso e i suoi consiglieri, abbiano alla fine compreso di avere portato, grazie alle  loro scelte, il nostro Comune e i nostri concittadini in un vicolo cieco, sposando, come si legge sui mezzi di informazione, la nostra tesi in merito alla necessità che la progettazione e la gestione dell’impianto debba essere totalmente pubblica.

Dobbiamo però constatare che tale opera di persuasione sia dovuta non tanto ai nostri ripetuti interventi in merito, ma a quanto emerso in questi giorni dalle parole del Procuratore della Repubblica Dr. Cavallone.

E’ indubbio che il contenuto di tali intercettazioni siano di una gravità inaudita non sopportabili da tutti coloro che ambiscono ad amministrare il proprio territorio secondo principi di onestà e correttezza e che non possono certamente rimanere inascoltate.

La domanda sorge spontanea: “ma questi “tutti” pagati dal Ghilardi, chi sono?” Domanda che se la porranno tutti gli amministratori dei comuni della provincia che ora dovranno scegliere se cambiare rotta o meno. Ed è assolutamente evidente che il voler mantenere lo status quo non può che essere letto come collusione con il sistema evidenziato nelle intercettazioni desecretate.

E’ pertanto indispensabile che la politica sgomberi il campo da ogni possibile dubbio circa la possibilità di infiltrazioni criminose nel percorso approvativo del project e della gestione del problema rifiuti in generale.

Senza voler emettere alcuna sentenza, compito che non spetta a noi, riteniamo, come abbiamo proposto al consiglio comunale di Taggia, che la soluzione non possa che essere quella di affidare la realizzazione dell’impianto provinciale e la sua gestione ad un soggetto totalmente pubblico, come peraltro accade in tante realtà; soluzione che peraltro pare accolta dal Sindaco di Taggia a seguito delle dichiarazioni di stampa odierne.

La Provincia deve pertanto farsi carico della redazione ex novo del progetto dell’impianto, valutando nel contempo quale sia attualmente la tecnologia ottimale per le necessità della nostra Provincia e prevedere, quale soggetto per la gestione dell’impianto, una società pubblica da costituirsi ad uopo, rappresentativa dei principali Comuni provinciali.

Solo così sarebbe possibile un controllo puntuale delle fasi gestionali dell’impianto e della discarica, evitando ogni tentazione speculativa.

Ribadiamo inoltre con forza, quanto già espresso nel corso dell’ultimo consiglio comunale: l’argomento rifiuti pare continuare a non appassionare i Comuni della nostra provincia; l’impegno sul fronte della raccolta differenziata fatte salve alcune rare eccezioni langue completamente.

Il nostro Comune, grazie alle scelte improvvide di Genduso, ha aperto le porte ad un presente fatto di lotto 6 e discariche e ad un futuro incerto e preoccupante.

Ora si può invertire la rotta, basta volerlo.”

Piero Arieta, Mauro Albanese, Massimo Alberghi, Lucio Cava, Mario Conio

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